giovedì , Gennaio 21 2021

Sindaco di Nissoria: l’Ato Rifiuti è morto e la nuova Srr non riesce a vivere

Rifiuti spazzaturaEnna. La nuova società rifiuti Srr continua a camminare in piena confusione senza riuscire a risolvere i problemi relativi al costo del servizio e la soluzione del personale, specie per quanto riguarda gli amministrativi. Nell’ultima assemblea dei sindaci che avrebbe dovuto approvare il Piano d’Ambito provinciale non si è trovata la soluzione ed addirittura è stata fatta la proposta di affidare ad un esterno il compito di elaborarlo perché quello fatto dagli esperti dell’Ato Rifiuti non è risultato gradito. Il problema del personale, che doveva avere una tappa importante nell’incontro tra Consiglio di Amministrazione della Srr e rappresentanti sindacali è stato rinviata a data da destinarsi, insomma ha ragione il sindaco di Nissoria, Armando Glorioso quando dice “che l’Ato Rifiuti è morto e la nuova Srr non riesce a vivere”. Affidare ad un esperto esterno il compito di elaborare il Piano D’Ambito significa spendere soldi, così come si spendono soldi per i commissari di liquidazione così come si spendono soldi, e sono molti, per affittare gli autocompattatori perché non ci sono soldi per andare a ritirare i mezzi dalle officine dove sono state riparati. Leonforte affidata il compito del servizio ad una ditta privata, lo stesso sta facendo Nicosia, Barrafranca è sull’orlo del dissesto che dichiarerà a fine novembre, Piazza Armerina è passata con la nuova Società, le riunioni dei sindaci non riescono a concludere niente di concreto, si è in pieno caos. L’assemblea dei sindaci vorrebbe portare il costo del servizio totale a 19 milioni, quindi tre milioni in meno cosa impossibile tenuto conto della realtà esistente, del problema degli amministrativi. “Aspettiamo da mesi di incontrarci con il Consiglio di Amministrazione della società – ha dichiarato Giovanni La Valle della Cgil Funzione Pubblica – per discutere sia del costo generale del servizio sia per il problema degli amministrativi disposti a tagliarsi lo stipendio, ma sino a questo momento non si è riusciti a trovare una soluzione comune. Un servizio non si può realizzare con 19 milioni di euro, è impossibile, i sindaci devono convincersi di questo”.




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