mercoledì , Aprile 14 2021

Valguarnera. Costituito un comitato civico a difesa di Floristella

valguarnera uscita floristellaValguarnera. Costituito, in un’aula affollatissima di gente comune, di politici, di associazioni e di ex minatori, il comitato civico “a difesa” del Parco Floristella. Presente pure a sorpresa il sindaco Francesca Draià e la sua Giunta. Un incontro comunque proficuo e basato su toni abbastanza civili. Il sindaco nel suo intervento, ha annunciato che non si arrenderà e che la partita non è ancora persa, tanto da prevedere in bilancio le quote societarie di circa 30 mila euro, per il prossimo biennio. Ma allora perché uscirne? Un comitato misto quello nato venerdì sera, composto da 11 nominativi che avrà il compito di intraprendere iniziative e vigilare sugli atti che l’amministrazione produrrà. Fanno parte, un ex minatore, organizzazioni sociali ed esponenti vicini a schieramenti politici. I nominativi sono: Angelo Bruno (il promotore),Salvatore Indovino,Filomena La Quatra, Salvatore Vicino, Angelo Intile, Santo Spitale, Pippo Catalfamo, Aldo Cristaldi, Maria Pia Zinno, Calogero Santamaria, Rosalba Consolo. Come si ricorderà, l’uscita dall’Ente Parco decisa dal sindaco Draià e avvallata dalla sua maggioranza con voto finale, provocò un coro di critiche sia da parte dell’opposizione che da ambienti della società civile. Scelte, che l’opposizione bollò durante il dibattito in aula, come “scellerate” e “inopportune”. Al coro di dissenso si aggiunsero giorni dopo, via facebook, anche parecchi cittadini. Il sindaco, ha sempre giustificato quella decisione, come “ atto dovuto” richiesto dalla Corte dei Conti. Ma il paradosso è che oggi a richiedere che il Comune mantenga la partecipata, è in primis lo stesso primo cittadino, tanto da richiedere un incontro a Palermo all’assessorato al Bilancio. Molti cittadini non hanno però voluto sentire ragione e grazie ad Angelo Bruno che ne è stato promotore, hanno costituito un comitato civico a sua difesa. I motivi sono tanti, il primo, perché le radici dei valguarneresi si fondano per larga parte con la miniera di zolfo, dismessa negli anni’70 e nella quale lavorarono centinaia di maestranze. Una miniera che ha dato lavoro sì, ma lasciato pure profonde ferite. Il secondo, perché troppo preziose sono le potenzialità turistiche dell’Ente Parco e Valguarnera che dista appena 4 chilometri è il Comune che potrebbe trarne i maggiori vantaggi. Basta ricordare che l’Unesco ha catalogato il Parco Floristella tra i migliori geoparchi dell’Italia Meridionale. E non è cosa da poco. Nel dibattito di venerdì sera, in molti hanno esortato il sindaco a ritirare la delibera con la quale è stata sancita la fuoriuscita del Comune, ma lei ha ribadito la legittimità degli atti e la volontà di non arrendersi, per cercare in tutti i modi di mantenere il Comune all’interno dell’Ente Parco. La sua convinzione è basata sul fatto che essendo l’Ente Parco una partecipata costituita con legge regionale, occorre una modifica di legge per decretarne l’uscita e da solo un Comune non può farlo. E su questo lei ci spera molto.

Rino Caltagirone