lunedì , Gennaio 25 2021

Nicosia. Il punto sulla torre campanaria, e relativa cuspide

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Nicosia. Da una chiacchierata informale con il presidente del Movimento per la Difesa dei Territori, Fabio Bruno, cerchiamo di fare il punto sulla vicenda architettonico/stilistica che riguarda il restauro della Cattedrale di Nicosia, Basilica di S. Nicolò.
Sullo stato dei lavori della torre campanaria della cattedrale di Nicosia e la sua cuspide c’è da sempre un velo di mistero. Le ultime informazioni da parte della soprintendenza sulla copertura della cuspide risalgono al consiglio comunale del 25 luglio scorso, durante il quale il Soprintendente ha finalmente accolto le istanze dei cittadini, insorti contro la copertura in scaglie di plastica dai colori sgargianti, e ha optato per una copertura più consona al contesto, in rame invecchiato; ma da allora non si è saputo più niente né sulla forma che avranno i fogli di rame che ricopriranno la cuspide, né sulla loro disposizione e l’ancoraggio alla struttura in legno. Auspichiamo che tutto ciò non venga lasciato al caso e che esista una variante progettuale che specifichi tutto ciò.
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Ma la cosa che ci preoccupa di più è che ad oggi la soprintendenza è stata sorda alla nostra richiesta di installare un parafulmine sulla torre. Durante il consiglio comunale la soprintendenza ha mostrato le conclusioni di una consulenza dell’ing. Vincenzo Cardinale di Palermo, in cui si dichiara che la protezione contro i fulmini non è necessaria, perché il rischio che la torre venga colpita dal fulmine è al di sotto di quello tollerato per legge. Addirittura successivamente c’è stato riferito che un parafulmine sulla cuspide aumenterebbe il rischio di attrarre i fulmini, altra assurdità paragonabile a quella che la cuspide originaria sarebbe stata distrutta dalle vibrazioni di un tuono piuttosto che da un fulmine, infatti un parafulmine non è niente altro che una punta metallica collegata a cavi elettrici per scaricare a terra l’eventuale scarica elettrica del fulmine che lo colpisca; siccome la punta metallica sulla cuspide esiste già, il rischio non aumenta aggiungendo il sistema di cavi e la messa a terra. Anche se la probabilità che la cuspide venga colpita da un fulmine è relativamente bassa, il rischio che ciò possa causare gravi danni è elevatissimo: infatti al contrario dei materiali cementizi (quali cemento armato o la calce della struttura originale) che crollano più o meno su se stessi, quando un fulmine colpisce una struttura in legno, vaporizza all’istante l’acqua in esso contenuta, facendolo esplodere in migliaia di frammenti che vengono scagliati a grande distanza. Quindi confidiamo nel buon senso dell’ente Cattedrale e della soprintendenza a fronte di un investimento di poche migliaia di euro.
D’altro canto recentemente sono ripresi i lavori alla torre campanaria, in particolare sembrerebbe che la cuspide sia stata ancorata alla torre e che il ponteggio sarà rimosso entro la fine di quest’anno, e di questo non possiamo che essere felici.
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“Il MDT continuerà a monitorare la situazione e non appena avremo un po’ di tempo ci recheremo nuovamente in soprintendenza per accedere agli atti per verificare l’avanzamento dei lavori e chiarire alcune perplessità sorte al primo accesso”.
Questo il sunto di quanto l’interesse del Movimento unito a quello dei cittadini sta producendo in termini di appoggio e verifica sostanziale all’annosa questione restauro &Co.

Dina La Greca

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