venerdì , Gennaio 22 2021

L’ora Legale

Caro lettore,
I Cosacchi son tornati,
tanti i fattacci che ci tennero distante da te: Roma Capitale ci distolse dagli accadimenti da terra de Liuna.
Dopo mesi di silenzio e di lontananza, allarmati dall’uragano politico che minacciò di travolgere a terrà do principi, tornammo per assistere alla Caduta do Cantanti.
Ma così non fu, lui non cadde e noi non avanzammo, perché rimanemmo là dove ci avean lasciati:
o Ponti Patrangilu.
Gnaccati ndi stu crocevia, senza sapiri si iri a la diritta o a la manca
ppi Asiru o ppo Cirnigghiri, e nell’attesa della venuta dell’Angelo, ci dedicammo a un vezzo tutto italiano: affondar nell’antica memoria.
Ppi nun ni scurdari mai ca si stava miagghi quannu si stava cchiu tinti
ci calammo totalmente nel tempo in cui questo ponte potè essere glorioso per un “cambiamento storico”, l’entrata dei miricani a Leonforte per espugnare i tedeschi sul finire della seconda guerra mondiale; azioni gloriose e virili li condussero a battaglia nel disperato tentativo di ristabilire legalità, trasparenza ed uguaglianza. E se è vero, come dice l’amico Hugo, che la storia è destinata a ripetersi,
cca oggi, pari a nuatri ca si sta cunsumannu natra carneficin, tutta nfamigghia cu figghi e figghiastri.
Trattasi di Mamma manu Manca.
Caro Lettore, ti ricorderai della volta che ti dicemmo che “ il Partito di sinistra nazionale lotta contro il partito di sinistra regionale, che lotta a sua volta contro il partito di sinistra locale, ma c’è di più il partito di sinistra locale lotta contro il partito d sinistra regionale che a sua volta è contro il partito di sinistra nazionale, tutti più o meno, chi più chi meno, medesimamente al governo”.
Sappi che da allora, dalla I Sagra delle Sanità, nulla o poco è cambiato,se non che la cosa sta ancor più mal ripercuotendosi a livello locale, dove con tutte le correnti formatesi putimu superari u Crisa di vunnanzia e putenza.
Dicica lu patri si sciarrià cco figliol prodigo che già una volta avea fatto ritorno nella casa paterna e di nuovo venne minacciato di venir espugnato.
Matri, frati, figghi e suru acquisiti soccorsero il figliol prodigo, lo sostennero e lo tennero additta
perché tutto deve cambiare per non cambiare nulla caro lettore.
Già una volta si sfiorò la tragedia, in quella fatidica notte dei cristalli in cui furon stracciate tessere, tesserini, carta premio e carte fedeltà. E il figliol prodigo faceva il salto sull’Arca del Noè con la speranza di salvare il popolo e se medesimo.
Oggi, a noi ci tocca la farsa caro lettore,
è la storia ci ricorda Hugo,
quella che vuole si mantenga l’ora legale, ma le lancette torneranno prima o poi indietro, e tutti dovran fare altrettanto.
Lui, il figliol prodigo rimarrà sugli scranni (n’avissimu a cunfunniri pi sta manciata di misi ca arrestinu a la prossima rottamazioni!?).
Ora caro lettore, noi non temiamo la resistenza del figliol prodigo,
siamo noi stessi prodighi di resistenza.
E neanche l’Armata Rossa che tentò di sfiduciarlo,
Temiamo piuttosto ciò che gli accidentali passanti ci cuntano dell’amato paese, ci dicon infatti che:
Stiamo perdendo i nostri giovani, i leonfortesi abituati a lavorare vanno via” (magari fossimo abituati a questa nobile arte. E chi non v’è avvezzo che fa?)
Si fa cassa con le multe dei semafori”, quindi legalmente.
Ed il paese è sporco e abbandonato per le strade.
E, leggete leggete, “Le nostre donne hanno preso il posto delle badanti ….”.
Di quale nazione o sezione non ci è stato dato sapere,
a te la scelta caro lettore.
Siamo un paese di principi e di princìpi, e ni dicinu macari ca chiddi di la legalità, trasparenza, efficienza e buona amministrazione furono mancati di rispetto.
Ma curpa eni puru di la stampa, ca a tutti li minchiati ca si dicinu vuci nun ci voli dari
Caro Lettore,
possiamo ben comprendere il tuo animo da elettore,
perché anche da te, si sta come qui, al Ponte Patrangelo, “di fissa”.
E a proposito di li figghi extra di Mamma Sinistra, di chiddi ca s’abbanninu tanticchia a la diritta, chinnè?
Loro se ne stan a guardare, sono beghe interne del partito,
Caro lettore c’è cu attacca brighe, cu s’attacca a seggia e cu s’appenni o c … nsigghiu.
Loro, si godono lo spettacolo (Nni su show mancava solo Maurizio Costanzo che “Consigli per gli acquisti), e chiedon all’orchestra di Frank quale canzonetta sia “partito clientelare”, un altro canticchia “Che sarà”.
E allora musica maestro e vai col walzer delle invettive tra figghi, figghiastri, niputi e macari clandestini, picchì macari di chissi n’ama scantari, e non di quelli che migrano dalle terre che ci resero civili a loro tempo, ma di quelli dell’arca Renzi, loro, quelli che meglio stare nel mezzo.
Caro lettore di la vera onestà e uguaglianza, ormai presa a falci e martello, ni putimu stuari lu mussu.
Qui ci pare che l’unica tessera di sarbari in tasca sia quella degli scout (e occhio alle giovani marmotte,) e per i più acculturati un abbonamento alla rassegna di teatro del Premio.
Caro Lettore,
nella terra de liuna, vecchio e nuovo lottano per la supremazia che una volta fu del solo Principe.
Di lui rimane un palazzo ca cadi pizzuddi pizzuddi e sulu li targhi lucinu.
A cu sapi unni lucinu l’ucchi dei Vecchi e i Giovani invischiati in questa lotta clandestina
che non talìa al futuro, si scòrda do passatu e disprezza lu presenti.
Eppure Caro Lettore,
noi crediam che il tempo dell’ora legale sia ancora possibile
E non possiam più attendere la venuta dei miricani intenti a fari miricanati a ping pong.
Non è più tempo di vivere alla “My Way My Way”
Caro Lettore, sotto stretto consiglio noi ti diciam:
“ U cunsigghiu comunale di tutti pigghilu ma u ton un lu lassari”

I Tre Allegri Cosacchi Bianchi