sabato , Aprile 17 2021

Rifiorisce l’associazionismo a Nicosia

Il rifiorire dell’associazionismo a Nicosia è ormai un dato di fatto sancito dalle moltissime manifestazioni che negli ultimi anni sono state patrocinate, proposte ed effettuate grazie alle associazioni. È un qualcosa di positivo, in quanto tutto ciò rappresenta una misura dell’amore che i cittadini hanno del proprio paese.
Chi farebbe qualcosa a Nicosia se non si crede in Nicosia?
Chi investirebbe in questo territorio se pensa di non ricavarci nulla?
Ebbene: vedere tutte queste attività fatte da associazioni e da privati cittadini ci fanno capire che o sono tutti stupidi, oppure vale la pena fare qualcosa per Nicosia. E siccome le attività fatte sono tutte di pregio e con risultati soddisfacenti, sembra alquanto difficile optare per la prima opzione. Risultato? Vale quindi la pena fare qualcosa per Nicosia. Ergo: a Nicosia si può e si deve investire!
Questo, chiamiamolo “Teorema di Nicosia”, è stato ben recepito anche dai giovani. O meglio, da quella parte di giovani che non si abbatte e non si lascia travolgere dalle imposizioni contemporanee della macroeconomia e della macrosocietà che impongono lo svuotamento delle piccole realtà in favore delle grandi. I giovani sono il nostro futuro e i prossimi depositari della nostra storia. Una microrealtà senza giovani è destinata a morire perché nessuno potrà più assimilare e divulgare in prima persona i fatti, gli usi, i costumi, gli odori e le tradizioni di un particolare angolo di questa terra. Potranno anche essere ricostruiti sui libri di storia. Ma di certo, ad esempio, vivere una guerra non è la stessa cosa che leggerla. Ci saranno dei particolari e delle sensazioni che solo chi li vive potrà ben descrivere. A Nicosia ci sono giovani, che a questo punto è corretto definire “eroi” del nostro tempo,perché eroicamente sfidanoil presente, e che, riunitisi anche loro in associazioni, fanno qualcosa e investono su Nicosia e il territorio circostante. Prendiamo in esame, tra tutte queste varie associazioni giovanili, il Rotaract club di Nicosia. Perché prendere ad esempio il proprio il Rotaract club? Semplice! Perché l’appartenenza al Rotaract club, come l’appartenenza in genere ad un club service, sembra, per molti, qualcosa di massonico, elitario, chiuso in sé stesso. Gli appartenenti al club Rotaract dovrebbero essere, secondo gli stereotipi adottati da molti, i “figli di papà” che, con i loro vestiti firmati e le scarpe di marca, imitano “i grandi”, anzi “i grandi ricchi”, facendo cene lussuosissime con sorrisini falsi, occhiatine piene di astio verso “le classi inferiori”, i cellulari ultimi modello e con una voglia pari a zero, anzi sottozero, di muovere un dito per fare qualcosa. Figuriamoci iniziative per il territorio! E se vi dicessimo che non è così? <>, direte voi, <>.
Eccovi le prove: questi ragazzi, etichettati come “narcisisti” con le griffe e i cotillon, hanno una parola d’ordine ben precisa “servizio”. E lo espletano bene e assiduamente. Verso tutti. Soprattutto verso i più deboli e i meno fortunati. È tramite questa filosofia del servizio che sono nate iniziative quale l’Handiday e l’Handicamp, giorni interamente dedicati ai ragazzi diversamente abili. Queste persone, purtroppo dimenticate da tutti e, anzi, emarginate solo perché la natura li ha resi un po’ diversi entrano in contatto con i ragazzi del Rotaract. Insieme giocano, ridono, scherzano… insomma si sentono finalmente per quello che sono: normali come noi. E i ragazzi “viziati” del Rotaract che secondo molti non vogliono fare nulla e pensare solo a sé stessi regalano, in questi giorni di Handicamp e Handiday, un sorriso a molte persone. E, questo bisogna ammetterlo, fanno tutto ciò ricavandoci su! Ma non è il ricavo che potete pensare voi. Non si parla di beni materiali. Non si parla di cellulari firmati e vestiti all’ultima moda. Si parla di crescita. Si parla di maturità. Si parla di formazione di un individuo consapevole della vita e della dimensione umana che solo esperienze del genere possono dare. E i Ragazzi del Rotaract non si fermano qui. Un’altra classe, ahimè, di emarginati sono i nostri cari anziani, visti come soprammobili dimenticati nelle case di riposo in attesa di poterli “spellare” una volta morti. Non ci rendiamo conto della ricchezza di affetti e di storia che perdiamo con questo atteggiamento. Ben lo sanno i “viziatissimi” Rotaractiani nicosiani che, ogni vigilia di Natale, al posto di andare a fare le cene extra lusso per come tutti credono, vanno a fare visita alla locale casa di riposo. E anche là per donare un sorriso a chi si sente solo. Forse, piano piano, state rivalutando la vostra posizione su questi ragazzi. Per chi ancora resta dubbioso possiamo continuare. Il Rotaract club di Nicosia si sta impegnando, nonostante tutti gli stereotipi e i “no” che hanno ricevuto a causa di essi, a rivalutare la zona di Santa Maria di Gesù, una zona frequentatissima dai ragazzi nicosiani e che, grazie ai nostri sempre più viziati rotaractiani, è ben tenuta, con panchine in cui sono state dipinte immagini per far riflettere sui problemi giovanili e con tante altre piccole grandi azioni intraprese per abbellire quei pochi metri quadrati. Un messaggio lanciato silenziosamente ma con grande forza, quasi a dire che se ognuno di noi, al quale è stato concesso un metro quadrato della nostra Terra, si impegnasse a migliorare sempre più quel metro quadrato di Terra, il tutto migliorerebbe in maniera esponenziale. Il metro quadrato dei ragazzi del Rotaract è una zona di Nicosia, ma Nicosia tutta è al centro di una serie di attività promosse o coorganizzate da questo club service giovanile. Un’associazione che ha partecipato attivamente ai festeggiamenti del Bicentenario di Fondazione della Diocesi di Nicosia collaborando, assieme ad altri enti, alla creazione del premio artistico letterario a livello nazionale “Duecento Nicosia Diocesi”, che ha portato in paese centinaia di turisti. Ha collaborato ad un evento del grande contenitore di eventi “Arte, comunicazione e cultura… nel Bicentenario”, proponendo la presentazione di un testo di un giovane. Nel mese di settembre, con l’iniziativa “Rac in Ramble”, vari ragazzi, provenienti dai vari paesi dell’Isola, hanno potuto ammirare le bellezze di Nicosia. Con l’iniziativa “Drinking Night” si sta provvedendo a raccogliere fondi per la creazione di insegne di benvenuto all’interno degli ingressi principali di Nicosia. E non scordiamo poi le varie manifestazioni incentrate sul tema della prevenzione, della donazione del sangue e, ciliegina sulla torta, sul dono di un defibrillatore alla comunità Nicosiana. Insomma… siete ancora convinti che il Rotaract di Nicosia sia un’associazione di “ricchi figli di papà nullafacenti”?

Alain Calò