martedì , Gennaio 26 2021

Edicola votiva a San Calogero a Villarosa

Villarosa. Proposta dal comitato della confraternita “S. Sepolcro” e accolta dal parroco della parrocchia Immacolata Concezione don Salvatore Chiolo, l’idea di costruire un’edicola a San Calogero sta per prendere corpo. Nel 1963, infatti, il Santo venerato da almeno un secolo nella cittadina ennese era stato “sfrattato” dalla cappella privata dei Sigg. Deodato presso cui era venerato da tutta la cittadina in maniera unanime e devota per essere così accolto nella Chiesa Immacolata Concezione, dal momento che la cappella d’origine stava per essere demolita e di una nuova sede vi era soltanto il proposito di costruirla. Lo sviluppo urbano e demografico della città, il crescente benessere di una cittadina di minatori, tuttavia, non hanno indebolito la devozione nei confronti del santo guaritore di cui ogni anno, in una delle ultime domeniche di giugno o le prime del mese di luglio, i villarosani ne hanno celebrato la solenne memoria, mentre il proposito di una costruzione interamente dedicata al santo eremita e pellegrino non è svanito.

Ora, quasi per un desiderio di riscatto da parte di quanti materialmente furono esecutori della demolizione della cappella e costruttori dei primi palazzi della nuova urbanizzazione degli anni ’60 appunto, il comitato ha voluto concretamente dare una forma plastica a quella chiesetta da cui il santo era stato portato via per fare spazio a nuove costruzioni progettando un’edicola aperta da tutti e quattro i lati, ma ben coperta e decorata, per restituirgli la dignità di quella cappella dalla quale era stato sottratto.

L’edicola sorgerà nei pressi della zona “Cantiere”, di fronte al plesso scolastico di “Villanova” e su un terreno di proprietà della parrocchia Immacolata Concezione; ieri 7 gennaio 2018, il Vescovo Mons. Rosario Gisana ha inaugurato i lavori e finalmente quel “debito” morale e spirituale nei confronti di San Calogero sta per essere estinto al fine di consegnare alle nuove generazioni l’immagine del santo guaritore assieme alla testimonianza, soprattutto, di un popolo fedele a Dio e ai suoi eletti intercessori, nonostante le diverse vicissitudini sociali.

Giuseppe Innuso