giovedì , Febbraio 25 2021

Leonforte. La Diga Nicoletti rischia di scomparire

Sei milioni di metri cubi di acqua sono usciti dall’invaso Nicoletti, tra Enna e Leonforte per andare a impinguare idricamente il lago Ogliastro e così avere la possibilità di irrigare gli agrumeti del calatino. Di questi milioni di acqua, un milione e mezzo si è perso lungo il tragitto e soltanto cinque milioni sono arrivati all’invaso Ogliastro, ma di contro il lago Nicoletti rischia di scomparire. La sua spiaggia si è allungata notevolmente ed il fondo è ben visibile anche da lontano. La decisione del settore acque della Regione Siciliana ha deciso di fare questo trasbordo e non ha pensato che togliere sei milioni e mezzo di metri cubi di acqua sta a significare che potrebbe verificarsi la fine di un lago che nella zona di Pirato ha una sua importanza agricola e turistica visto che ci sono i pescheti di Leonforte e gli agrumeti della zona, che vanno difesi a spada tratta ed in questa situazione il sindaco di Enna, Dipietro, e di Leonforte, Barbera, debbono farsi sentire dalla Regione. Il quantitativo di acqua sicuramente è ridotto quasi del 50 per cento e questa penalizza tutto l’ambiente, compreso quello sportivo visto che il Nicoletti ospita gare di canoa e di sci nautico di livello nazionale e la prima in ordine di tempo si disputerà il primo luglio ed il responsabile del Circolo Tre Laghi, Giovanni Sacco, è preoccupato ed ha dovuto cambiare tecnicamente la gara riducendo la stessa da mille metri a 500 e 200 metri. La Regione, per ottimizzare le risorse idriche, ha deciso questo travaso e si tratta di “interventi che ottimizzino la fruizione delle opere esistenti, il completamento di quelle incompiute e la connessione fra dighe che consentano grande elasticità di utilizzo delle risorse idriche, a tutto beneficio degli utenti”. “L’agricoltura – ha dichiarato il presidente – è tra le priorità del governo Musumeci. Con questa operazione puntiamo a utilizzare, nella massima sicurezza, una parte delle risorse idriche, che altrimenti resterebbero inutilizzate, a beneficio di migliaia di agricoltori delle zone di Palagonia e Scordia che hanno sofferto e soffrono la crisi, con gravissimo nocumento per le proprie produzioni”.