martedì , Aprile 13 2021

Aidone. Fuochi d’artificio: ne parliamo con Paolo Battaglia La Terra Borgese, critico d’arte

Aidone. Da vicino, Paolo Battaglia La Terra Borgese è la persona che ti aspetti di incontrare. Il personaggio famoso per la critica, dell’arte scritta, anche di presenza è pieno di cordialità e gentilezza come quando scrive della materia con la grande sensibilità di chi ricerca nell’arte i godimenti più eletti, e si rivela un collocutore fulgente.

Siamo davanti al Museo Archeologico di Aidone, dove si respira il senso della storia che promana da questi muri di pietra, in questa cittadina del Sud Italia che probabilmente deve il suo nome alla ricchezza di sorgenti d’acqua a pochi passi dalla regina dell’alta valle del Simeto, Morgantina. Fiero e con il piglio dolce, inizia a rispondere alle mie domande con prontezza e decisione.

Gli aidonesi festeggiano San Lorenzo martire, Patrono di Aidone grazie a papa Clemente VII: che cos’hanno di importante i fuochi pirotecnici nell’arte e in particolare nella storia e nella cultura?
Uno spettacolo magico in cui gli italiani sono i maggiori attori. Oggi si è compreso che le fantasmagorie luminose offrono sostanza a espressioni seducenti, di grande gusto per le motivazioni artistiche. L’arte della fabbricazione dei fuochi d’artificio sembra nata in Cina ad opera dei monaci intorno all’anno 1000, e certamente introdotta dagli Arabi in Europa solo verso il XIII secolo, ne scrivono infatti Ruggero Bacone, Marco Greco e Alberto Magno. In Italia, i primi a dedicarsi all’arte pirotecnica furono i bolognesi e i fiorentini nel XIV secolo; e già nel XVII in Europa primeggiavano due scuole: in primis quella italiana, i cui fuochi erano elaborati più esteticamente e più di scena, e quella di Norimberga. Dunque i fuochi costituiscono un sicuro valore nel patrimonio artistico del nostro Paese e nel mondo in generale.

A chi sono rivolti in particolare?
Come ti dicevo, dalle vittorie militari i fuochi d’artificio sono emigrati nel mondo civile, alle comunità in occasione di pubblici festeggiamenti come ad esempio le sagre paesane, e anche in quello religioso delle feste, o spettacoli pubblici in generale. Ma anche privati, a dimostrazione che anche nell’arte dei fuochi pirotecnici sono apparsi già i segni di una moderna evoluzione di opere che vanno al di là dell’oggetto come qualsiasi installazione di splendore artistico.

Dunque ritieni che una materia come la pirotecnica debba insegnarsi nella scuola di ogni ordine e grado? 
La civiltà deve limitarsi alla nozione in termini storici e filosofici. Alla modellazione porta l’ispirazione, questa sì può essere sensibilizzata dalla cultura.

Cosa manca a questa arte per conquistare un pubblico maggiore?
Nulla. Siamo noi a doverci dotare degli strumenti mentali necessari per considerarla arte in tutti i sensi. Da sempre i fuochi d’artificio vedono la presenza di migliaia di turisti che vengono dai Comuni limitrofi a dove si svolgono:  indubbiamente attraggono una folla più numerosa rispetto a qualsiasi mostra nella sua accezione tradizionale.

Paolo Battaglia La Terra Borgese

Ma il successo di una mostra di pittura si può comparare alla fruizione di uno spettacolo di fuoco?
L’arte dei pyrodesigner non è assolutamente nata con pirotecnica, si è sviluppata nel Regno Unito e negli USA negli ultimi anni, per arrivare anche in Italia.

Perché gli italiani ne sanno così poco?
È un problema di chi non si interessa di arte e non va a visitare le mostre. Non a caso i fuochi d’artificio godono solo di una considerazione profana di tipo circense, e per questo risultano molto più frequentati rispetto alle librerie, per esempio.

Esistono, a tuo avviso, artisti nel mondo dei fuochi d’artificio?
Si può dipingere con il fuoco. Tra i grandi penso a Cai Guo-Qiang, l’artista cinese che è stato supportato dalla famiglia di Felix Grucci di New York – che da cinque generazioni si dedica all’arte dei fuochi d’artificio – in occasione dell’opening della sua mostra personale (Saraab, finissage 26 maggio 2012) presso il Mathaf Arab Museum of Modern Art di Doha, in Qatar.

Cosa fa di particolare questo artista cinese?
Cai Guo-Qiang mette sempre al centro l’uomo e la sua spiritualità. Non a caso ha realizzato, sopra l’ex sito CP1 dell’Università di Chicago, Color comet e PixelBurst ™ Aerial shells, 75 metri di altezza, commissionato da UChicago Arts e Smart Museum of Art.

E i fuochi di ferragosto?

L’antico Egitto festeggiava in onore di Iside il 15 di Agosto, quando Sirio, conosciuta come la stella del mattino, è visibile prima dell’alba. Quel giorno segnava agli egizi il concludersi della bella stagione e l’inizio del riposo delle piante. Mentre il Ferragosto, ovvero il riposo di Augusto, è una istituzione dell’imperatore  Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto. Solo successivamente il cristianesimo ha rielaborato i significati della festa con la celebrazione dell’Assunzione della Vergine Maria, in luogo di Iside.

È antica quanto importante per gli studiosi la tradizione contadina, nel ferragosto, di porgere gli auguri ai propri datori di lavoro in cambio della “istituzionalizzata” lauta regalia, consuetudine rimpiazzata in seguito dalla tredicesima natalizia. Vi sono perciò nel ferragosto implicite ed esplicite connotazioni sociali quanto nell’apparato civile che in quello religioso, filosofico, oltre che filologico dei fuochi d’artificio per l’indagine della componente artistica di questa imponente forma di spettacolarizzazione.

Tuttavia la festa del 15 agosto nasconde un significato esoterico immenso. E oltre al fuoco anche l’acqua caratterizzava la magica notte vigilia del 15, quando venivano accesi imponenti falò, col fine di pregare le divinità di prolungare il periodo estivo, e così godere ancora del caldo e dei raccolti, senza il timore del buio, fonte questo della presenza dei demoni delle superstizioni popolari, che tanto spaventavano. Con il fuoco (luce, vita e calore) si voleva rimandare di alcune settimane il caldo estivo e le ore di luce, ormai destinate a diminuire immancabilmente fino alla astronomica notte del 24 Dicembre.

A latere l’acqua, che aveva anch’essa un significato magico di purificazione del corpo e catartico dello spirito: dopo un periodo di immersione restituiva le energie indispensabili per affrontare il lavoro nel contado.

Oggi i fuochi d’artificio hanno abilmente preso il posto dei falò, perché capaci di attirare e aggregare un numero sproporzionato di persone (turisti) rispetto ai piccoli fuochi visibili solo a pochi.  Che ne pensi?

Eh, sono molto contento e fiero degli aidonesi che continuano a vivere quel senso del dovere e di fratellanza che porta con gioia vera ad allargare a molti la fruizione di una magnificenza della natura quale è Aidone, sede di riti della mietitura e dei raccolti nella piazza dei Bagli coi fuochi accesi nella terra di Demetra, dea vulnerabile (non vergine) delle messi e dell’agricoltura, conosciuta dai romani come Cerere ‘cereale’, da cui dipendevano sia il ciclo delle stagioni che quello della vita e della morte.

Curiosità?

La ricchezza di sorgenti d’acqua – lo hai detto tu – è l’origine del nome di questa cittadina dove la leggenda narra nascondersi una sorgente limpidissima di acqua purificatrice.

Lo scrittore che adori?

Baudelaire, e tanti altri!

Il libro che rileggeresti?
Pinocchio.

                                                     Nino  Costanzo