giovedì , Gennaio 28 2021

Valguarnera: PD si scioglie come neve al sole, due altri consiglieri vicini al sindaco votano in Consiglio con la nuova maggioranza. Sindaco minaccia azzeramento Giunta, ma ci ripensa! – Precisazioni

Valguarnera. Briciole! quel che restano ormai del PD locale. E’ bastata ieri mattina una seduta lampo del consiglio comunale, per sancire con molta probabilità una ulteriore rottura del gruppo dell’ex maggioranza che fa capo al sindaco Francesca Draià. Dopo l’abbandono dei consiglieri Fabio Arena (segretario del partito), Cristofero Alessi e Debora Ruta perpetratesi gradualmente nei mesi scorsi, ieri è stato il turno di Filippa D’Angelo e Sara Pecora che all’ennesima proposta di rinvio del gruppo “L’Altra Voce” e Forza Italia, della seduta inerente l’approvazione del Bilancio di previsione, hanno votato a favore. Tra l’altro un PD sfilacciato, ieri al momento della votazione erano in aula solo 4 consiglieri. Il distinguo delle due consiglieri, forse non previsto, ha fatto in un certo senso sbarrare gli occhi al sindaco e a quei pochi consiglieri che ormai le sono rimasti fedeli. Sta di fatto che dopo lo scioglimento della seduta, durata come detto pochi minuti, il sindaco Draià, da quel che è emerso, è andata su tutte le furie, tanto da voler sciogliere immediatamente la Giunta per nominarne una nuova di zecca, con persone di sua completa fiducia, senza riferimenti ad esponenti del suo gruppo consiliare. Nel pomeriggio, sempre secondo i bene informati, ci sarebbe stato poi un faccia a faccia protrattosi sino alle 19,30, tra il sindaco e tutto il suo entourage (Giunta ed alcuni consiglieri) e dopo parecchi chiarimenti, il proposito di azzeramento è rientrato.

Sindaco Valguarnera

Come se nulla fosse successo! Ciononostante resta adesso da capire quale sarà la posizione futura delle due consigliere Sara Pecora e Filippa D’Angelo, quest’ultima da sempre molto vicina al sindaco e se il distinguo di ieri col resto del gruppo PD, è un fatto isolato o piuttosto una rottura vera e propria. Ma torniamo al Bilancio di previsione ancora rinviato e a quei pochi minuti in cui si è consumato lo strappo. L’Altra Voce e Forza Italia hanno proposto di nuovo il rinvio perché il presidente del consiglio Enrico Scozzarella nel redigere l’ordine del giorno, non aveva messo il conto consuntivo 2017, quest’ultimo propedeutico al bilancio di previsione 2018, per cui è stato proposto un ulteriore rinvio al 4 ottobre. Sta di fatto che se entro il 10 ottobre il bilancio non viene approvato arriva il commissario e si rischia lo scioglimento del Consiglio. Duri i commenti dei capigruppo Giuseppe Speranza, de “l’Altra Voce” e di Concetta Dragà, Forza Italia. Speranza: “Il presidente del consiglio in modo del tutto arbitrario ha convocato una seduta che chiaramente sarebbe andata a vuoto. Eravamo stati chiari la scorsa volta nel dire che non avremmo mai approvato il bilancio di previsione senza il conto consuntivo. Ha voluto fare di testa sua e a questo punto se ne assuma le conseguenze. La sua inadeguatezza sta purtroppo creando danni sia all’attività consiliare che allo stesso Ente”. Concetta Dragà: “La situazione è ormai al collasso ed è’ il momento che l’ex maggioranza si faccia un esame di coscienza e capire che c’è qualcosa che non va e se è il caso è meglio a questo punto rimettere tutto nelle mani del popolo. Questa amministrazione da sempre è abituata a non programmare ma ad improvvisare. Governare è conoscenza e coscienza, prerogative che non emergono in questo gruppo. Lo scorso consiglio ho posto un quesito importante al sindaco, dicendo di farsi un esame di coscienza, se tutti l’abbandonano vi sarà una grossa e sincera motivazione”.

Rino Caltagirone


Riceviamo dalle consigliere D’Angelo e Pecora e rispondiamo per quanto ci compete
“Abbiamo votato a favore del rinvio e non contro gli atti dell’amministrazione. Una volta per tutte abbiamo voluto dare la possibilità alla “nuova maggioranza” di prendersi tutto il tempo a loro necessario per avere chiariti, dal collegio dei revisori, eventuali dubbi circa il Conto Consuntivo e il Bilancio di Previsione, auspichiamo, così, che si arrivi al prossimo consiglio comunale con toni più contenuti nel rispetto soprattutto della collettività che purtroppo “paga le spese” delle beghe in aula, e le paga anche se un’amministrazione è costretta a lavorare in dodicesimi. Nessuno strappo ulteriore all’interno del gruppo PD locale e nessuna crisi con il Sindaco. Piuttosto abbiamo constatato, ancora una volta, che c’è gente pronta a capire solo ciò che vuole, anche la stampa locale si è distratta e non ha chiesto smentita alle dirette coinvolte. Noi, come il resto del nostro gruppo, abbiamo dimostrato di non ricevere nessun ordine di tipo militare, come qualcuno ama asserire, e di essere persone libere. Quello che si è consumato in consiglio comunale non è certo il distinguo di due consigliere, Filippa D’Angelo e Sara Pecora, che precisano a gran voce che sosterranno il Sindaco così come fatto fino ad oggi, soprattutto la consigliera D’Angelo che in tre anni ha fermamente condiviso tutti gli atti perché in linea con il Programma siglato dal suo gruppo nel 2015, e perché crede nella persona del Sindaco che nel triennio di mandato consumatosi ha dimostrato di avere a cuore la propria collettività, lavorando con impegno e puntualità, e se a dirlo è un’altra donna ha ancora più valore perché è facile entrare in conflitto, difficile è apprezzarne le doti. Ci spiace per i “bene informati”, ma la posizione futura delle consigliere D’Angelo e Pecora sarà la stessa avuta fino ad oggi, piuttosto invitano sempre gli stessi “bene informati” a cominciare a prendere carta e penna per annotare tutti i nomi dei futuri candidati a Sindaco, e aimè sono in tanti che concorrono all’ambita poltrona. Al collasso non vi è nessuna situazione attuale, l’unica nota che viene in mente è che purtroppo la “nuova maggioranza” continua a sbraitare contro le “persone”, attacchi che hanno il sapore più personale che politico. Ai “bene informati”, che tanto non ci sembrano, vogliamo ricordare che la storia valguarnerese non ci racconta di amministrazioni che sono arrivate a fine mandato con la maggioranza compatta fino alla fine, e non ci racconta nemmeno di sindaci rieletti in secondo mandato consecutivo perché avevano fatto bene. Un po’ di amarezza va espressa per i consiglieri che per motivi solo propri si sono allontanati dal gruppo, e non per mancanza di condivisione delle azioni amministrative. Loro in due anni e mezzo, a spada tratta, hanno appoggiato e difeso ogni atto prodotto perché partecipi nella stesura degli stessi, e giova loro ricordare che se l’amministrazione ha fatto bene fino ad oggi è anche grazie al loro contributo, se in qualcosa ha sbagliato loro ne erano consapevoli perché sempre presenti e attenti”.

Prendiamo atto dalle due consigliere che non c’è alcun strappo ulteriore all’interno del PD e nessuna crisi con il sindaco. Ci chiediamo però, se questo voto espresso in consiglio comunale, in contrasto col proprio gruppo e a favore della “nuova maggioranza”, composta da “L’Altra Voce” e Forza Italia, non sia a tutti gli effetti un palese atto politico, qualsiasi fosse l’argomento, tanto più che questa aveva in Aula i numeri per votare autonomamente il rinvio del Consiglio, potendo contare su 8 consiglieri su 15. E allora, forse voleva essere un avviso a qualche altro navigante?
Rino Caltagirone