domenica , Novembre 28 2021

Telenovela Parchi Archeologici. Ultimo atto? Nasce il Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale

Telenovela Parchi Archeologici. Ultimo atto?

Nasce il Parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale

Forse, dopo oltre 18 anni di attesa, con l’ultimo aggiustamento in corso d’opera, è stata messa la parola fine all’istituzione di tutti i parchi archeologici di Sicilia. Solo a gennaio il compianto Assessore Tusa aveva posto le premesse per la completa realizzazione della L. R. 20/2000, dando il via libera alla istituzione dei parchi rimanenti. Dopo la sua improvvisa e tragica dipartita, il presidente Musumeci, che ha assunto l’interim dell’Assessorato ai BB. CC. e alla Identità Siciliana, ha voluto rispettare la sua volontà ma apportando una correzione che lo stesso Tusa aveva paventato in considerazione delle risorse economiche insufficienti. Il Decreto Assessoriale, n. 13/GAB, firmato da Musumeci il 25 marzo, recita “Considerato che l’istituzione di tutti i Parchi Archeologici di cui al D.A. 13 settembre 2018 n. 29 dotati di autonomia gestionale e finanziaria, comporterebbe lo sforamento dei parametri di cui alla Direttiva Presidenziale n. 50093 del 03 ottobre 2018 in ordine alla rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali” al fine di ottimizzare le risorse umane e materiali, “A parziale modifica ed integrazione del Decreto dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana del 13 settembre 2018 n. 29, l’elenco delle aree archeologiche che costituiscono il Sistema dei Parchi Archeologici siciliani di cui alla L.R. 3 novembre 2000, n. 20 è il seguente” Provincia di Caltanissetta: – Parco Archeologico di Gela; Provincia di Catania: – Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci; Provincia di Enna: – Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale; Provincia di Messina: – Parco Archeologico delle Isole Eolie; – Parco Archeologico di Naxos e Taormina; – Parco Archeologico di Tindari; Provincia di Palermo: Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato; Provincia di Ragusa: Parco Archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica; Provincia di Siracusa: – Parco Archeologico di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro; – Parco Archeologico di Leontinoi; Provincia di Trapani: – Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria; – Parco Archeologico di Segesta; – Parco Archeologico di Lilibeo”.

Considerato che da questo elenco è assente il Parco della Valle dei Templi di Agrigento, l’unico pienamente realizzato,  i parchi con questo provvedimento si restringono da 21 a 14. Così Palermo dei tre originari se ne ritrova solo uno; il parco di Pantelleria, inaugurato con la grancassa in estate, si ritrova accorpato con quello di Selinunte e delle Cave di Cusa; la controversa situazione di Siracusa si risolve con un unico parco che comprende anche Eloro e la Villa del Tellaro.

Per quanto riguarda la nostra provincia si procede all’accorpamento dell’istituendo Parco di Morgantina con quello della Villa Romana del Casale. La novità ha suscitato non poche perplessità. Da una parte l’istituzione dei due parchi distinti, Morgantina con il suo Museo e il sito Unesco della Villa Romana, aveva suscitato qualche titubanza, perché è innegabile che dal punto di vista economico, in termini di introiti e visitatori, la situazione dei siti aidonesi non è neppure lontanamente confrontabile con quella di Piazza Armerina, da qui il timore che la gestione autonoma non sarebbe stata alla lunga sostenibile.  Ma dall’altra, la notizia  dell’accorpamento non è stata accolta bene dagli aidonesi che temono si possano perpetuare il sistema di gestione del polo museale di Piazza Armerina-Aidone ed Enna, ormai al terzo anno dalla sua istituzione, nei  confronti dei due siti aidonesi, che hanno subìto una condizione di marginalità e lontananza dai centri decisionali (i dieci km di distanza si sono rivelati incolmabili!). Un’amministrazione comunale, eufemisticamente, poco attenta e incapace di far valere le proprie ragioni ha fatto il resto. Nulla è stato fatto per valorizzare i siti, né per migliorare il loro decoro e la fruibilità. Il risultato è lo stato di abbandono e frustrazione in cui versano luoghi e persone. L’agognato Parco è stato atteso sempre come il deus ex machina che avrebbe finalmente permesso di gestire con oculatezza il notevole patrimonio, trasformandolo in un volano per lo sviluppo territoriale.  Ma la popolazione aidonese, dopo le grandi illusioni della stagione dei “Rientri”, della Dea in primis, dai quali si era aspettata il miracolo  che le avrebbe permesso di raggiungere il riscatto tanto atteso, è ormai troppo scettica e disillusa e accoglie ogni novità con giustificata diffidenza.

Nessuno si aspetta i miracoli, ma l’autonomia gestionale di alcuni parchi, e dello stesso Parco di Agrigento,  ha prodotto veramente una inversione di tendenza sotto la guida di dirigenti competenti, coraggiosi, un po’ visionari, dotati di capacità progettuale. Perché, quindi, il nostro Parco possa decollare in modo armonico ed efficiente, importante sarà la nomina di un dirigente capace che non risponda solo ai criteri carrieristici, clientelari e spartitori  a cui ci hanno abituato da sempre; sarà necessaria una gestione equilibrata dei siti che non faccia pendere la bilancia a favore della Villa Romana, lasciando nell’ombra Morgantina e il Museo regionale di Aidone: e indubbio che sono realtà del tutto diverse che possono arricchire l’offerta senza sovrapporsi ed entrare in competizione tra di loro. È necessario abbandonare i principi meramente conservativi  dell’esistente e porsi in una prospettiva di valorizzazione dei siti che, da mere vetrine, si trasformino in risorse vive per entrare in sinergia con le altre risorse territoriali e attivare finalmente quel processo di crescita turistica, culturale, ambientale ed umana tanto atteso. É necessario pertanto che  territori abbiano voce in capitolo e non siano solo il contenitore amorfo che ospita i Beni gestiti altrove, si deve sperare nell’azione puntuale ed efficace dei sindaci, e dell’esperto da loro nominato, all’interno del Comitato Tecnico Scientifico, come previsto dall’Art. 23 della LR 20/2000. La speranza è l’ultima a morire!

Franca Ciantia