giovedì , Febbraio 25 2021

Cerami: al via le case ad un euro

Estate: sole, mare e dolce far niente… ma anche belle notizie grazie all’operosità di una giovane Amministrazione che opera nel proprio territorio. Stiamo parlando, ovviamente, di Cerami che ha accettato la “scommessa”, già attuata da diversi altri comuni, delle celeberrime “case ad 1 euro”. Diversi, anche nel nostro territorio, sono gli esperimenti riusciti, come ad esempio Gangi sotto l’Amministrazione Ferrarello.

E noi ci auguriamo che anche questo paese nebroideo riesca nel proprio obiettivo. Un obiettivo molto ambizioso e sicuramente molto utile, perché la riuscita di una tale scommessa permetterebbe la riqualificazione e il rilancio del centro storico e dello stesso intero Comune. Porterebbe linfa a livello di popolazione all’interno di un territorio flagellato dalla piaga della sempre più crescente emigrazione, piaga che di certo non può essere imputata alle piccole realtà e quindi Amministrazioni (semmai esse sono le vittime), ma da quelle scellerate politiche attuate per l’impoverimento delle periferie. Pochi sono gli strumenti in mano agli Amministratori. Ma pochi non significa niente e anche l’impossibile va tentato se davvero si tiene ad una comunità e realtà. E la “scommessa” delle case ad un euro, seppure una scommessa, rappresenta la volontà da parte dell’Amministrazione Ceramese di cambiare il trend della situazione e provare a invertire la marcia, portando la piccola realtà al centro, rivitalizzandola, facendola tornare fulcro dell’economia e mattoncino, assieme agli altri, che storicamente hanno composto sin da sempre l’Italia. Una ricchezza nelle diversità, negli usi e nei costumi che sono peculiari da Comune a Comune e che anche solo la perdita di uno di essi rappresenterebbe una grande sconfitta per tutti noi. C’è di più all’interno di questa proposta, portata avanti da tutta l’Amministrazione Ceramese e in prima linea dalla giovane consigliera Flavia Pirrello, che completa e porta ad una dimensione più fattiva e più produttiva per il Comune: ovvero l’obbligo, da parte di chi acquisterà questi immobili a questa cifra simbolica, di adoperare, qualora possibile, maestranze locali per l’ammodernamento, in modo da rilanciare non solo il comparto demografico, ma anche e soprattutto il comparto edile, fornendo ossigeno alle maestranze asfissiate da questo fermo generale del mercato immobiliare ed edile. Un’iniziativa senz’ombra di dubbio di alto livello che ci auguriamo possa trovare successo. Non un augurio retorico, ma reale, perché se un domani questi luoghi si spopoleranno, noi abitanti saremo alberi senza radici, fantasmi vaganti tra rovine di epoche passate.

Alain Calò