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Fede e società nei 4 secoli di storia della confraternita dell’Immacolata di Troina

Troina. Undici confraternite per una popolazione che, in questi giorni, è scesa sotto la soglia dei 9 mila abitanti! Tante erano le confraternite anche nel 1951, durante gli anni di costruzione della diga Ancipa (1949-1952), quando il paese contava 14 mila abitanti raggiungendo il vertice della parabola dell’andamento demografico. Da allora scivola lungo il ramo discendente senza che ci sia verso di arrestarne la discesa. La più antica è quella di San Silvestro, fondata negli anni ‘20 del ‘400. L’altra dell’Annunziata nella prima metà del ‘500. Tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, furono fondate le confraternite San Salvatore, Monte di Pietà, Maria SS Immacolata, SS Rosario e SS Sacramento (detta anche dei Bianchi). Alla fondazione di queste cinque confraternite ha contribuito non poco l’azione svolta dalla chiesa cattolica, dopo il concilio di Trento (1543-1563), per impedire con mezzi politici, giudiziari e religiosi la penetrazione della riforma protestante in Sicilia. Nel 1878 fu fondata quella di San Rocco. Nella prima metà del ‘900 fu la vota delle confraternite San Rocco (1913), San Sebastiano (1931) e Sant’Antonio (1946). Di una di queste confraternite, quella di Maria SS Immacolata, Nicola Schillaci ha scritto la storia nel libro “La Confraternita Maria SS Immacolata di Troina, origini, storia e tradizioni dal XVII al XX secolo”, pubblicato con il patrocinio e il contributo del comune di Troina. Avvalendosi dei documenti conservati nell’archivio della confraternita, Schillaci ricostruisce la storia della confraternita in connessione con la storia di Troina. Ne descrive la composizione sociale, che all’origine comprendeva alcuni esponenti delle famiglie più in vista del paese come i Di Napoli, Bazzan, gli Sbarbato e i Polizzi, che poi lasciano la confraternita dell’Immacolata per altre confraternite. Nel corso degli anni l’Immacolata è andata caratterizzando come la confraternita dei contadini agiati e maestri artigiani. Disponeva di un apprezzabile patrimonio di case e terreni agricoli, che concedeva in affitto ricevendo in cambio i censi, l’equivalente dei canoni di locazione. Aveva anche un discreto patrimonio zootecnico, bovini in particolare, che metteva a reddito mediante contratti di soccida con contadini. Prestava soldi attraverso una singolare sistema delle obbligazioni che non contemplava il pagamento di interessi, ma solo la restituzione del denaro prestato. Aveva messo in piedi un sorta sistema di welfare ante litteram per aiutare i confrati in difficoltà. Tutto questo ha funzionato per almeno tre secoli. Con la fondazione dello stato nazionale unitario nella seconda metà dell’800, queste funzioni sono venute meno. Mantenere vivo il culto per Maria SS Immacolata e assicurare una dignitosa sepoltura per i confrati, erano gli scopi principali della confraternita. Oggi la confraternita Maria SS Immacolata svolge solo queste funzioni. Anche le altre confraternite, che sono una nomenclatura delle classi sociali, nate tra il ‘400 e il ‘600 hanno storia simile, che deve esse ancora scritta. Attraverso la loro storia si può ricostruire la storia di Troina per un periodo lungo quattro secoli. N’è prova il documentatissimo libro di Nicola Schillaci.

Silvano Privitera