martedì , Marzo 2 2021

Leonforte. Papa e maghi all’Università Popolare

Leonforte. All’udienza generale del 4 dicembre, il Papa ha detto: “Se scegli Cristo non puoi ricorrere al mago” e da queste parole ha preso avvio la lezione dell’Università Popolare di lunedì pomeriggio. Anche oggi, sottolinea il Santo Padre, cristiani praticanti si recano dai maghi ma “la magia non è cristiana”. E non sono cristiane tante cose, aggiunge, che si fanno per indovinare il futuro o per cambiare una situazione di vita. 13milioni di italiani nel 2018 hanno sporto denuncia contro maghi, cartomanti e pranoterapeuti e 30mila sono le telefonate a indovini che ogni giorno, negli ultimi cinque anni, vengono registrate verso numeri a pagamento; questi i dati Codacons. Dati che denotano superstizione e ignoranza mista a una fede clientelare, fatta di preghiera al fine di ottenere una grazia o di pellegrinaggi a siti miracolosi assai prossimi ai tuguri magici, abitati da mediatori dell’imponderabile che spesso pescano nell’occulto. Le riflessioni e le domande su cosa può dirsi credo e cosa affidamento cieco a un mistero ammaestrabile da riti e rituali sono state molte e molte sono state pure le testimonianze di leonfortesi affascinati da carismatici santoni. Guaritori e aggiusta ossa popolavano il paese in un passato non troppo lontano e senza alcuno scrupolo lucravano sull’ingenuità o il desiderio di avere risposte semplici a domande complesse . Oggi poco è cambiato, il popolo acclama santi miracolanti o semplicemente sudanti e cede alla tentazione di toccare le statue di Cristi sanguinanti e Madonne piangenti per godere di un contatto diretto col soprannaturale poiché il Dio altissimus et secretissimus, come diceva Sant’ Agostino, irraggiungibile nell’ alto dei cieli, incontenibile, nascosto, incomprensibile poco affascina. Si preferisce un Dio proximus et praesentissimus, più vicino, ma come già ebbe a dire lo Pseudo-Dionigi la nostra ignoranza di Dio è superiore a qualsiasi forma di conoscenza e invisibilmente visibile possiamo solo contemplarlo. Facciamoci bastare questo.

Gabriella Grasso