mercoledì , Gennaio 20 2021

Piazza Armerina. XII – L’Infinito… dissesto…

La seduta del consiglio comunale di Piazza Armerina, svoltasi il 21 febbraio, aveva all’ordine del giorno: … il bilancio 2018, la revoca del piano di riequilibrio e la dichiarazione di dissesto. Durante i vari interventi si scopre, malgrado che, esiste un capro espiatorio… già… a svolgere tale funzione, il ragioniere capo. Ma il ragioniere capo è capro espiatorio di se stesso, della sua capacità di vendetta, di studio minuzioso della stessa e dell’utilizzo della retorica nel convincere di nero ciò che è bianco o viceversa, chi gli sta accanto. E’ un profiler del suo interlocutore. Ormai da diversi anni, tenta a tutti i costi di provare l’esistenza di un dissesto finanziario del comune di Piazza Armerina, non riuscendo con le amministrazioni precedenti e carpendo l’ottima possibilità che ha con questa in essere, redige una relazione di inizio mandato a firma del sindaco protempore, trascrivendo, buona parte se non tutti, i dati che fanno parte integrante di una denuncia alla Procura nei confronti degli amministratori precedenti su un ipotetico falso in bilancio. Vi chiederete: ”e perché ad oggi insiste con il dissesto?”… perché la dichiarazione di dissesto votata dal Consiglio comunale, allegata agli atti della sua denuncia, gli permetterebbe di dimostrare, in fase di giudizio che lui aveva e ha avuto sempre ragione. Purtroppo per lui, non tutto sta procedendo secondo i suoi piani. Intanto, ha nascosto è continua a farlo, così come anche dichiarato dall’assessore al bilancio durante il consiglio di giorno 18 febbraio, atti e fatti, oltre che numeri, all’amministrazione e non solo; ai revisori, i quali hanno chiesto il prospetto del riaccertamento dei residui, mai trasmesso, e non solo; al commissario ad acta, la quale comunica di non aver mai ricevuto comunicazione dell’esistenza di una delibera di c.c. sul piano di riequilibrio e non solo; e ai consiglieri, almeno quelli di opposizione; non gode di una buona nomea da parte dei suoi colleghi dipendenti comunali, ai quali cerca sempre di fare loro le scarpe; con i consiglieri di maggioranza sono sorti i primi conflitti, ma fanno buon viso a cattivo gioco per l’occhio del popolo, tranne i fedelissimi che, di fronte alla possibilità di uno scacco matto sul ragioniere, minacciano la spaccatura della maggioranza; non ha ottenuto l’alta professionalità e pertanto non gode di ampia serenità professionale e non solo, e a suo carico è spuntata qualche giorno fa, anche un decreto di condanna penale (opponibile) a suo carico. Restando fermi a quest’ultima notiziola, si chiede se verrà tenuta in considerazione come criterio, nell’assegnazione delle figure apicali, i cosiddetti TPO (titolari posizione organizzativa), visto che, l’amministrazione attuale con Delibera di Giunta n. 142 del 3/09/2019, ha approvato “il regolamento per il conferimento, revoca, graduazione e valutazione delle posizioni organizzative”, il cui articolo 3 comma 2 lettera c, recita i requisiti per l’attribuzione della posizione: “insussistenza di casi di inconferibilità di incarichi ai sensi del D. Lgs 39/2016 e D.P.R. 62/2013 “ (rientra in questi casi?…). Tornando al dissesto, il punto, rinviato a data da destinarsi, a ragion di “gregna”, converrebbe anche al sindaco. Incalzante era la sua richiesta ai revisori affinché quanto prima potessero rilasciare la relazione che riguarda proprio la delibera sulla dichiarazione di dissesto, anche se, come sottolineato anche dalla maggioranza, lo voteranno pur in assenza della relazione dei revisori. Il Collegio dei revisori dei conti, ha dichiarato che avrebbero depositato l’atto quanto prima e che comunque non hanno e non potranno mai scrivere che il comune è in dissesto, primo perché l’ente non presenta i parametri normativi richiesti per il dissesto, secondo perché sarà il Consiglio a decidere e votare la dichiarazione di dissesto. Si deve però sapere che, la dichiarazione di dissesto, azzererebbe tutto, tutto ciò che fa capo al settore economico finanziario… Pouf…Il sindaco gongola, inoltre, pare sia stato convinto o si sia autoconvinto, che la colpa del dissesto dell’ente, ricadrebbe sull’amministrazione precedente, ma la norma parla di “ultimi cinque anni” (forse non ha studiato!), quindi sarà a carico anche di questa amministrazione… perché bisogna sapere da dove partiranno i cinque anni? Proprio dai dati e dalla data della contabilità che il ragioniere ha inserito in questo bilancio,… il 2015… già, fermi a quell’anno, tutto ha origine nell’anno di Catalano d.C.. Per non parlare di un piano di riequilibrio, con gli stessi dati del bilancio (bilancio squilibrato), al quale non è stato allegato l’elenco dei creditori con annesso accordo, accettato e controfirmato dalle parti per l’eventuale pagamento del 50% dei loro crediti che, lo rende nullo, “nessuno se ne era accorto”, sì, neanche il ragioniere che lo aveva redatto… accortosene in ritardo, ne richiede con delibera di c.c. la revoca, ma in realtà, la giustificazione è, “perché con decreto regionale i fondi inviati ogni anno dalla regione per le stabilizzazioni effettuate, hanno subito una ridistribuzione delle somme”. Anche questo punto all’ordine del giorno è stato rinviato… Nel frattempo, proprio durante il Consiglio comunale, il segretario comunica che con Decreto del Dirigente Generale dell’Assessorato delle Autonomie Locali, viene sostituito il commissario ad acta Dott.ssa D’Amato (compliante), con il commissario ad acta nominato più recentemente Dott. Petralia, per l’approvazione del bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2018/2020 (vedi durante comunicazione viso sindaco impallidire).

Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.


Anna Zagara