venerdì , Gennaio 22 2021

Covid-19: lettera di una bergamasca di origini leonfortesi

Da Bergamo la dott. Cristiana Cangeri invia questa riflessione in redazione per condividere con noi e i nostri lettori quello che una leonfortese vive in quella città, arroccata.

Noi, come molti altri, siamo stati probabilmente infetti ma dato che i tamponi vengono fatti ai soli ricoverati in ospedale e dato che in ospedale vanno i casi gravi, non lo sapremo mai con certezza. Da tre settimane siamo in autoquarantena perché tanto io quanto mio marito avevamo una tosse stizzosa, poi è sopraggiunta la febbre alta; io solo per 3 giorni mentre mio marito per 10 giorni. Il medico di famiglia ha prescritto telefonicamente un antipiretico e un sedativo per la tosse. Abbiamo seguito la terapia con paura e rassegnazione, certi che il coronavirus non ci aveva risparmiati, ma forse ci avrebbe graziati. Aspettiamo ora che tutto passi velocemente come si fa’ per un alluvione: prima o poi “passa”. Adesso noi stiamo bene ma ancora chiusi a casa perché è l’unica arma possibile contro questa guerra contro un nemico così subdolo. Noi abitiamo nella parte di città che si affaccia sul viale del cimitero e quello che le televisioni mandano corrisponde solo parzialmente al vero: è peggio. Bergamo non riesce piu’ a gestire i suoi morti. La cosa che ora piu’ temo è l’esplosione del virus al Sud, dove vivono i miei affetti. Cosa accadrà da voi, dove la sanità è carente e a volte inesistente? Da tempo i meridionali salivano al Nord per curarsi e ora? Ora assisto a un controesodo delinquenziale. Molti lavoratori/studenti qui al Nord devono continuare a pagare l’affitto e spese fisse per la casa e certo questo non aiuta la situazione economica di tante famiglie del Sud, costrette all’inattività lavorativa. Tutti temiamo la crisi post infezione e questo spaventa moltissimi professionisti e tanti padri di famiglia. Credo che avrebbero dovuto esserci piu’ VERITÀ da parte delle istituzioni: NON è un influenza rinforzata perché questa “influenza” non dura 2-4 giorni ma almeno 15 gg e ti lascia comunque spossatezza e spesso sopraggiunge la polmonite interstiziale bilaterale, che purtroppo può portare alla morte. Mi auguro che il Sud impari dal Nord e possa prevenire il dilagare di questa maledetta PANDEMIA. Un abbraccio.