martedì , Marzo 9 2021

Sentenza Corte Costituzionale IPAB Piazza Armerina: beni e dipendenti non possono essere acquisiti dall’ente

Sentenza Corte Costituzionale IPAB Piazza Armerina: beni patrimoniali e dipendenti non possono essere acquisiti dall’ente.
La corte costituzionale di Roma con sentenza n. 135 del 11 Giugno 2020, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 34 comma 2, della Legge della Regione Siciliana 9 Maggio 1986 n.22 (Riordino dei servizi e delle attività socio-assistenziali in Sicilia), nella parte in cui prevede “e i beni patrimoniali sono devoluti al comune, che assorbe anche il personale dipendente, facendone salvi i diritti acquisiti in rapporto al maturato economico”. A presentare ricorso, i comuni ed alcuni alcuni dipendenti dell’ex Ipab, di Piazza Armerina e di Castellammare del Golfo. In pratica, la precedente amministrazione, si oppone alla decisione della Regione Sicilia, la quale “obbligava i Comuni ad assorbire il patrimonio ed il personale delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza soppresse autoritativamenete dall’Amministrazione regionale, e ciò anche in deroga alle norme sul contenimento della spesa pubblica (comprese quelle quelle che introducono divieti di assunzioni o limitazioni alle assunzioni di personale) e sull’equilibrio dei bilanci pubblici”. La spada di Damocle che pendeva sul collo dell’amministrazione comunale di Piazza Armerina, problematica Ipab, e che poteva pesare ulteriormente sulle casse dell’Ente, viene così sfatata dal Palazzo della Consulta della Corte Costituzionale di Roma, nessun debito e nessun dipendente dovrà essere riassorbito dal comune. Un bel respiro di sollievo, per l’amministrazione comunale, se non fosse che in Aprile 2020, è stato dichiarato il dissesto finanziario. Nel frattempo, continuano i proclami del sindaco della città, su quanto stia cambiando per i cittadini, il dissesto, a dire dallo stesso, nulla. Niente cambia e niente cambierà, sostiene Cammarata, le delibere approvate in consiglio, come atti dovuti, sull’aumento di tasse, diritti di segreteria, di istruttoria e quant’altro, sarebbero solo per un adeguamento istat che non veniva applicato ormai da molti anni. E allora perché adeguarli proprio con un dissesto dichiarato? Abbiamo dato notizia qualche giorno fa, dell’insediamento dell’Osl, che si occuperà della massa passiva ed attiva del comune e del pagamento dei creditori per quanto concerne il 2018. In merito, il sindaco Cammarata, ha dichiarato che è già stato pubblicato l’avviso per i creditori, i quali avranno tempo fino al 31 Dicembre 2020, per presentare la richiesta in carta semplice, per recuperare il loro credito. Il primo cittadino, ha anche dichiarato che “comunque i creditori non sono molti”. Già, non sono molti, mai visti decreti ingiuntivi, se non per cifre irrisorie; mai il consiglio comunale ha riconosciuto debiti fuori bilancio. Ma allora come siamo arrivati ad un disavanzo di € 10.000.000? Quali sono e di chi questi € 3.800.000 di debiti? Sembrerebbe che, molti di questi siano stati inseriti per fare “somma”, e perciò ci si chiede:” corrisponderanno tanti bottoni quanti sono gli occhielli ai commissari dell’Osl? E se non dovessero corrispondere cosa accadrebbe? È inutile dire che “chi vivrà vedrà”. Intanto, ci si preoccupa per l’estate Armerina, il Palio di Siena, è stato rinviato ma quello di Piazza Armerina verrà rimodulato. Niente corteo che sfilerà per le vie della città, assembramento; niente consegna delle armi, assembramento; niente giostra, troppo assembramento; però in Piazza Duomo, si potranno proiettare dei video, si ascolteranno dei poeti, si potranno ammirare attori recitare, privilegio per una ridotta schiera di “presenza umana”, scelta fra diversi, “a pagamento”, no assembramento, sì “incassamento “. Insomma o Covid o non Covid, qualcosa per racimolare qualche soldo si deve inventare, insomma niente Noa ma verrà Noè.

“La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso” (Albert Einstein)


Anna Zagara