mercoledì , Luglio 28 2021

Acsi Enna: no alla chiusura delle palestre

Le nuove chiusure penalizzano gli operatori dello sport. E’ la dura reazione dell’Acsi (Associazione dei centri sportivi italiani), all’indomani dell’emanazione del Dpcm firmato da Conte. In provincia di Enna il danno economico in termini di occupazione sarà elevato a tal punto da far pagare un prezzo piuttosto salato a tutte quelle persone che fino ad ora hanno cercato di garantire la igienicità nelle proprie palestre applicando le linee guida che sono state emanate.
“Purtroppo la funzione vitale dello sport nel nostro paese – dichiara il presidente nazionale Antonino Viti – non è ancora un fatto culturale acquisito, nonostante i proclami e il moltiplicarsi delle giaculatorie di questi ultimi giorni. Le palestre e le piscine sono luoghi più sicuri di supermercati, ristoranti, bar ed altri esercizi pubblici, compresa l’industria dell’intrattenimento che non conosce interruzioni, afferma Antonino Viti presidente ACSI. Non si comprende il motivo per il quale il CTS si ostina a ritenere a rischio palestre e piscine che rispettano i protocolli e la sicurezza come dimostrano i numerosi controlli dei NAS intervenuti a tempo di record nell’ultima settimana. Non si comprende perché il Ministro della Salute, non ravvisi nella funzione che lo sport esercita per lo stato di benessere psico/fisico, una opportunità sociale, e che la stessa produce un notevole beneficio sulla spesa sanitaria. Non si comprende come il Ministro dell’Economia non si sia reso conto che palestre, piscine e gli operatori del settore sportivo (istruttori, tecnici, ecc.) sono componenti primari di una vera impresa sociale i cui risarcimenti non possono essere compensati dall’obolo dei 600 euro. Durante il lockdown è notevolmente aumentata la percentuale di obesità nel nostro paese, a danno della salute dei cittadini, e palestre e piscine si sono prodigate a fornire un valido ausilio alla stregua di un presidio sanitario di eccellenza per l’equilibrio tra corpo, movimento e prestazione. Lo sport è economia e servizio sociale, posti di lavoro e opportunità educative rischiano di andare in fumo, prosegue Antonino Viti, sorprendono e nello stesso tempo preoccupano le notizie che il Ministro dello Sport sia stato inascoltato dal CTS e dal Ministro della Salute.
Chiudere lo sport equivale a bloccare il futuro! Riaprire lo sport, le piscine e le palestre!”.

Agostino Vitale