domenica , Gennaio 24 2021

Incontro sindaci Valguarnera, Enna, Piazza Armerina ed Aidone su nomina unico componente Governance Ente Parco Minerario Floristella

Valguarnera. Fa piacere apprendere che la sindaca Francesca Draià si stia attivando per organizzare lunedì 9 novembre alle ore 16, una videoconferenza congiunta con i sindaci di Enna, Piazza Armerina ed Aidone, per l’individuazione di uno dei tre soggetti che dovrà rappresentare Il Parco Minerario Floristella- Grottacalda nella Governance. Gli altri due, presidente e componente, saranno designati dalla Regione Siciliana. “Ricordo – ha affermato la sindaca in una nota – che il Parco è privo di presidente da troppi anni ed è arrivato il momento di lavorare per lo sviluppo concreto di un sito importante, che può dare lustro ad un territorio come il nostro”. Fa piacere perché riteniamo che la sindaca con questo atto si voglia riappacificare con se stessa e la cittadinanza, ritenendo a distanza di anni di aver commesso un errore, perché il Parco Floristella costituisce un volano per l’intera economia del territorio. Errore, ammesso, tra l’altro, anche in un pubblico comizio durante la campagna elettorale. La sindaca con questo atto, ha così voluto mettere una pietra tombale a quell’infausta serata del 1 aprile 2016, allorquando la stessa e la sua maggioranza decisero con voto consiliare, di uscire “per atto dovuto” e non per scelta politica dalla partecipata Ente Parco. La dismissione, secondo le motivazioni addotte quella sera, furono dovute ad un piano di contenimento della spesa pubblica imposto dalla Corte dei Conti. Quella decisione inutile dirlo, provocò per diversi mesi le proteste di larga parte della cittadinanza, dell’opposizione e di varie associazioni valguarneresi che diedero vita ad un comitato civico denominato “Giù le mani da Floristella”. Uno strappo con la storia vero e proprio, considerato che Floristella con la sua antica miniera rappresentava un patrimonio storico e culturale di notevole valore nonché un luogo simbolo del lavoro, avendolo praticato per tanti anni centinaia di lavoratori Valguarneresi e non. Quell’atto, comunque, nonostante l’approvazione non ebbe più seguito e la delibera a distanza di tanti mesi decadde da sola essendo nulla nei fatti ed illegittima, considerato che la legge istitutiva sul Parco Minerario e il suo statuto nati con legge regionale nel ’91, non prevedevano l’esercizio della facoltà di recesso, in quanto la partecipata era disposta per legge. Adesso, con piacere, la sindaca Draià per prima, ne chiede il rilancio auspicando che la Regione Siciliana, dopo decine di commissariamenti istituisca finalmente una governance che garantisca un futuro alle bellezze del Parco Minerario Floristella.

Il Parco che si estende su un’area di 400 ettari è tra i migliori siti di archeologia industriale esistente in Europa. Con le sue minieri di zolfo dismesse e le sue bellezze paesaggistiche rappresenta per la provincia di Enna una grossa opportunità di sviluppo. Recentemente è stato valutato dall’Unesco tra i primi 10 geoparchi in assoluto e secondo gli esperti, potrebbe diventare uno dei migliori musei di archeologia industriale del meridione, che potrebbe attrarre migliaia di turisti, rilanciando la fragile economia della zona.

Rino Caltagirone