martedì , Gennaio 26 2021

Summit Sindaca di Valguarnera col commissario del Libero Consorzio Comunale su dissesto rete provinciale

Valguarnera. Se sono rose fioriranno! E’quel che si diceva una volta al vederle sbocciare. Qualcosa comunque sembra muoversi in questa martoriata terra, o quanto meno c è la buona volontà. Il commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Enna Girolamo Fazio, dopo aver incontrato in questi giorni altri sindaci della Provincia, ha ricevuto ieri la sindaca di Valguarnera Francesca Draià, accompagnata dal neo assessore, nonché funzionario dell’Ente Andrea Scoto, per parlare di strade provinciali e trovare delle soluzioni con l’accordo dei sindaci. Strade, parecchie delle quali, da decenni disastrate ed impercorribili. Le richieste esposte dalla sindaca Draià inerenti il suo territorio sono state vagliate dal dirigente del settore Viabilità, ingegnere Giuseppe Grasso e dal funzionario dell’Ente, ingegnere Claudio Catania, presenti all’incontro. Le arterie oggetto di attenzione sono state principalmente la Sp 122, strada che dal cimitero porta alla zona industriale di Dittaino, e la Sp 8 che collega il Comune con la vicina Raddusa, dove insistono diverse aziende agricole. Due strade, in particolare la seconda, abbandonata da decenni e di cui si sono perse le tracce. I tecnici hanno assicurato che metteranno in programma degli interventi sulle due arterie e che saranno puliti anche i canaloni della Sp 4. Soddisfazione è stata espressa dalla Sindaca per la disponibilità e per la collaborazione manifestata dal vertice dell’Ente. Sarà la volta buona per sistemare un po’ di strade? Certo è che non è la prima volta che si parla di sistemazione di strade provinciali finanziate o pronte per essere finanziate, cantierabili e ma mai messe in cantiere o cantierate e consegnate dopo ben 11 anni. Tratto di galleria Grottacalda docet! Dire che la nostra rete provinciale, lunga quasi mille chilometri è una delle più disastrate della regione, non è una bestemmia. Di chi la colpa? Dei finanziamenti annunciati e non arrivati? Della burocrazia? Del taglio delle Province? Dell’incuria? Di errori commessi? Dei pochi cantonieri? Di certo, paghiamo a caro prezzo la crisi profonda che in materia di viabilità ed infrastrutture attanaglia il Meridione e la Sicilia in particolare. Negli anni abbiamo assistito ad interrogazioni parlamentari, denunce di Enti pubblici e privati, di imprenditori, di operatori agricoli, di operatori turistici e semplici automobilisti, per la impercorribilità delle nostre strade provinciali, ma che non hanno avuto alcun seguito. Strade che non sono solo quelle principali che versano in condizioni pietose, basti vedere, tanto per rendersene conto la Sp4, transitata giornalmente da migliaia di automobilisti, ma anche le cosiddette “secondarie” percorse quotidianamente da operatori agricoli che viaggiano a loro rischio e pericolo o in sicurezza, solo se muniti di fuoristrada. Una denuncia ben articolata, in tal senso, era arrivata ben quattro anni fa dall’Ance ennese, l’associazione dei costruttori edili, che aveva presentato un dossier all’allora Ministro delle Infrastrutture, scrivendo che oltre l’80% della viabilità provinciale ennese era dissestata a causa di frane e smottamenti e con ampi tratti formalmente dichiarati non carrabili. Ma nulla è successo. Adesso, così come ciclicamente, qualcosa comincia di nuovo a muoversi, sperando che non sia l’ennesimo bluff.

Rino Caltagirone