lunedì , Dicembre 6 2021

CSA: ex Provincia Enna, mancata sottoscrizione contratto collettivo decentrato integrativo parte economica – Replica del Commissario

La responsabile provinciale CSA di Ena, Angela Toscano, ritorna sulla problematica dei buoni pasto all’ex Provincia regionale, precisando quanto segue (si è voluto riprendere per intero la comunicazione e relativi allegati):
Il C.S.A. (Coordinamento Sindacale Autonomo), organizzazione maggiormente rappresentativa e firmataria di contratto, nel prendere atto dell’approvazione del Contratto Collettivo Decentrato Integrativo, Area livelli (parte economica 2020), ritiene necessario e doveroso nei confronti dei propri iscritti e del personale dipendente del Libero Consorzio Comunale di Enna, esporre le ragioni che hanno indotto la stessa a esprimere il proprio totale dissenso in merito all’ipotesi di contratto sottoposta al vaglio sindacale.
Nella seduta di delegazione trattante, tenutasi in data 29/07/2020, ove si procedeva all’approvazione da parte di tutte le sigle sindacali delle modifiche ad alcuni articoli del CCDI, la parte datoriale pubblica si riservava, al fine di verificarne la fattibilità e la sostenibilità economica, di esaminare, con rinvio ad altra seduta da tenersi nel successivo mese di settembre (e, comunque, prima della definizione dell’accordo economico), le proposte di modifica, a suo tempo avanzate dal CSA, della disciplina delle indennità di funzione e per servizio esterno spettanti al personale della Polizia provinciale, rappresentando la necessità di una maggiore aderenza alle norme del CCNL (la prima indennità era stata, infatti, riconosciuta al solo Comandante e, per le sole ipotesi di impedimento e assenza di questi, al vice Comandante e la seconda fissata nella misura minima di un €.1,00 benché fosse determinabile fino ad un importo massimo di €.10,00).
Analoga riserva veniva espressa per la proposta avanzata dalla rappresentante della CISL, sig.ra Loredana Privitera, di rivedere gli importi indicati al comma 2 dell’art.21 del CCDI da destinare alla remunerazione della “indennità per condizioni di lavoro” di nuova istituzione.
Tuttavia, solo in data 30/11/2020 veniva convocata una nuova seduta di delegazione trattante per la discussione e l’approvazione dell’ipotesi di accordo per l’utilizzo delle risorse decentrate per l’anno 2020; in tale circostanza, il Presidente della delegazione di parte pubblica informava gli astanti che poco prima il Commissario Straordinario, dott. Di Fazio, con proprio atto di indirizzo aveva parzialmente accolto la richiesta (prot. n. 18754 del 27/11/2020) del Segretario aziendale della CISL ed economo dell’Ente, sig. Gaetano Salerno, di aumentare da 1,00 a 7,00 euro, a fronte di una richiesta di 10 euro, l’indennità di maneggio valori giornaliera spettante allo stesso economo, con un incremento del 700%, modificando, di fatto, il proprio indirizzo di non accoglimento della precedente richiesta della CISL espresso nella deliberazione di G.P. n.53 del 24/1/2020 e rinviando, ancora una volta, ad altro futuro e imprecisato incontro la discussione sulle proposte del CSA relative alle indennità di funzione e di servizio esterno.
In altri termini, mentre per l’indennità per maneggio valori si riteneva di disporre un incremento giornaliero del 700%, reputandola attività ad alto rischio, un ennesimo e inspiegabile rinvio veniva disposto per la discussione delle proposte di modifica delle indennità di funzione e di servizio esterno, confermando per l’espletamento di tale ultimo servizio, evidentemente reputato a basso rischio, l’attribuzione di un’indennità giornaliera di un €.1,00 e, comunque, prevedendo tale attribuzione solo per quelle giornate in cui il servizio esterno è superiore al 60% dell’orario di lavoro giornaliero (previsione anche questa arbitrariamente inserita dall’Amm.ne poiché non prevista all’art. 56 quinques del CCNL 2016-2018).
Ulteriore motivo di mancata sottoscrizione del CCDI – parte economica riguarda l’indebito e illegittimo prelevamento di €.60.000,00 dal “fondo per la produttività e l’efficienza dei servizi” per finanziare l’istituto delle posizioni organizzative, benché, sin dalla prima seduta di costituzione del fondo per l’anno 2019, il CSA avesse fatto rilevare la violazione dell’art.15 del nuovo CCNL (che espressamente prevede che l’istituto delle pp.oo. deve essere finanziato con risorse del bilancio), evidenziando l’irreversibile diminuzione delle risorse contrattualmente destinate alla costituzione del predetto fondo in danno del personale non dirigente e non destinatario di p.o.; si contestava, inoltre, che non rispondesse a verità la paventata possibilità di finanziare le pp.oo. con risorse prelevate dal fondo mediante l’utilizzo di economie derivanti dalla minore somma (circa €.45.000,00) destinata all’istituto dell’indennità di responsabilità, anche perché, a fronte di tale economia, si era proceduto ad una maggiore spesa, pari ad €.68.000,00, per il finanziamento dell’indennità di reperibilità spettante al personale della viabilità.
Suscita, poi, sconcerto, quanto si legge nelle premesse alla deliberazione di G.P. n.2 del 21/1/2021, con cui l’Ente ha previsto la riattivazione del servizio sostitutivo di mensa (sospeso da diversi anni), mediante l’attribuzione al personale dei cc.dd. “buoni pasto”, ove si dà che tale riattivazione sia avvenuta su richiesta e sollecitazione delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, quasi a voler lasciar intendere che la materia dei buoni pasto fosse oggetto di contrattazione sindacale e non –come è in realtà– un obbligo contrattuale del datore di lavoro e, quindi, un diritto del lavoratore (come statuito, tra l’altro, da molteplici decisioni della magistratura del lavoro, anche del Tribunale di Enna).
Giova, inoltre, rammentare che è ben noto a tutti che il CSA, inspiegabilmente non menzionato fra le sigle sindacali promotori della riattivazione di siffatto servizio, si è da sempre battuto per l’erogazione ai dipendenti dei buoni pasto (sospesa nel lontano 2015); basti ricordare che nell’anno 2018 l’allora Commissario Straordinario, dott. Fernando Guarino, a seguito di precise, reiterate richieste e diffide da parte del CSA, aveva avviato l’iter per prevedere nel bilancio provinciale apposito stanziamento in tal senso.
Ci si rifiuta, comunque, di pensare che l’amministrazione intenda far credere ai dipendenti che l’irreversibile decurtazione del fondo per l’anno 2020 e anni successivi, possa essere compensata con l’erogazione dei buoni pasto del misero importo di €.5,29 per il solo giorno di rientro del lunedì, quasi, per come si legge nella su menzionata deliberazione, a voler ricompensare il voto favorevole espresso dalle su menzionate organizzazioni sindacali per l’illegittima sottrazione di somme dal fondo per il personale non dirigente per finanziare le posizioni organizzative.
Al riguardo, è bene rammentare che, a seguito di richiesta del dott. Giuseppe Vitale, nella qualità di componente RSU, in sede di modifica del CCDI sottoscritto il 27/12/2019, di reintrodurre l’erogazione dei buoni pasto, la parte datoriale pubblica evidenziava che la materia dei “buoni pasto” non rientrasse fra quelle oggetto di contrattazione integrativa, mentre, in modo diametralmente opposto, nella precedente seduta di delegazione trattante del 18/12/2019, il dirigente del Settore Finanziario, dott. Gioacchino Guarrera, nel corso della discussione riguardante il prelevamento di risorse per il finanziamento delle pp.oo., assicurava alle parti sindacali, in cambio di tale illegittimo prelevamento, il ripristino dell’erogazione dei buoni pasto per l’anno 2020, superando, così, inspiegabilmente le difficoltà finanziarie che avevano portato alla sospensione di tale erogazione.
Appare evidente un’inspiegabile chiusura da parte dell’Amministrazione nei confronti della Organizzazione Sindacale CSA, che da sempre si batte per la corretta applicazione dei contratti collettivi di Comparto a tutela dei diritti di tutti i dipendenti dell’Ente.

Link a news di riferimento:

Erogazione buoni pasto ai dipendenti del Libero Consorzio Comunale di Enna, ripreso il dialogo








Riceviamo e pubblichiamo, integralmente:
Contratto decentrato. Il commissario straordinario del Libero Consorzio Di Fazio replica al Csa
In merito alle dichiarazioni sul contratto collettivo decentrato rese al quotidiano online Vivienna dalla responsabile provinciale del Csa, Angela Toscano, il commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Enna, Girolamo Di Fazio precisa e commenta quanto segue: ” Mi rammarica il tono delle accuse mosse a questa Amministrazione dalla responsabile provinciale del Csa, sulla qualità del contratto collettivo decentrato dei dipendenti, perchè come uomo delle Istituzioni e dello Stato ho sempre privilegiato il fare rispetto al non fare, ho preferito decidere piuttosto che soprassedere. Sta nelle cose e nel gioco delle parti avere visioni differenti su strategie da perseguire e su scelte da compiere però, sta anche nel buon senso di ciascuno di noi, privilegiare il terreno del confronto costruttivo nel rispetto dei ruoli, delle prerogative e della legge. Ricordo a me stesso che ho assunto l’incarico di Commissario, del Libero Consorzio Comunale, con il preciso intendo di compiere non solo l’ordinario ma tentare anche lo straordinario, come più volte dichiarato. Ho ereditato un ente ingessato, paralizzato, senza prospettive e senza più un ruolo, con problemi incancreniti, che attendevano da anni e anni una soluzione. Un ente, che riusciva a malapena a chiudere in extremis il bilancio annuale, senza la possibilità di una seria programmazione delle azioni amministrative, con una costante emorragia di personale, andato in quiescenza con la quota cento, molti di categoria D, di fatto un Ente che navigava a vista. In questo contesto sono state compiute delle scelte, sono stati incassati risultati apprezzabili e ridato a questo Ente quel ruolo istituzionale che merita. Oggi il Libero Consorzio ha un bilancio triennale e una nuova riorganizzazione dei settori e dei servizi che gli consentirà di programmare e di garantire compiti e funzioni. Abbiamo accolto la richiesta di tutte le sigle sindacali di ripristinare il buono pasto sospeso da anni, di avviare le progressioni economiche orizzontali di cui usufruirà il 35 per cento del personale, vorremmo riconosciuto anche dalla responsabile del Csa, quale attenta sindacalista, che ci stiamo prodigando per il bene dell’Ente a servizio di questa provincia. Scendere adesso, utilizzando la pagina del giornale, nel singolo dettaglio tecnico per controbattere punto per punto quanto scritto dalla responsabile del Csa rischierei di tediare i lettori, che non sono esclusivamente i dipendenti del nostro Ente. Le critiche sono bene accette perchè tutto è perfettibile e potrà essere migliorato, con il contributo e il buon senso di tutti. L’obiettivo che vogliamo condividere con le forze sindacali è quello di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa, di dare risposte concrete ai bisogni delle comunità amministrate e di ridare slancio a questo Ente con un nuovo assetto che possa valorizzare le professionalità e ridare dignità ai lavoratori precari, per i quali siamo riusciti a contribuire fattivamente a superare gli ostacoli normativi che ne impedivano la stabilizzazione. Abbiamo gettato forse solo un sasso nello stagno lo stesso però che ha invertito la rotta”.

NDR: Preg.mo Sig. Commissario Lei, nella sua nota, scrive “rischierei di tediare i lettori”, potrebbe anche starci e la ringraziamo per averci evitato i tecnicismi, ma a nostro parere la Sua risposta non è comprensibile ai più nel merito.