martedì , Aprile 13 2021

Basta menzogne sul Ferro/Branciforti/Capra. Sindaco Leonforte presenta esposto

Il sindaco di Leonforte e il presidente del Comitato Pro Ospedale, Salvatore Castrogiovanni, hanno presentato esposto alla Procura, al Commissariato di Polizia e alla Stazione dei Carabinieri sul “mancato ripristino delle condizioni di normalità” dell’ospedale Ferro- Branciforti -Capra. A inizio mese, il D.G. dott. Iudica, convocato dal presidente del Consiglio, rispondeva alla conferenza dei capigruppo al comune di Leonforte senza un adeguato contraddittorio però essendo il sindaco, tempestivamente invitato, impegnato in un’ispezione presso l’ospedale, nelle stesse ore. Dall’ispezione emergeva la procrastinata disapplicazione delle direttive regionali e dunque la grave condizione di disagio della struttura carente di personale, farmaci e strumenti per la diagnostica. In quell’occasione il sindaco minacciava, per l’ennesima volta, denuncia ai vertici dell’ASP. Il 15 marzo, per preciso volere della direzione generale e sanitaria della ASP di Enna, all’FBC veniva stabilita la ripresa degli interventi in Day hospital e Day surgery riguardanti l’Ortopedia, la Traumatologia e la Chirurgia per alleggerire l’Umberto I di Enna, “dove interventi più complessi hanno giustamente una priorità maggiore”, così Iudica. Il 17 marzo il sindaco di Leonforte, su Facebook, scriveva: “È ripresa l’attività della chirurgia, è sicuramente una buona notizia, ma si tratta di un atto dovuto. Che la chirurgia sia in funzione è espressamente previsto dal decreto assessoriale. L’Asp ha solamente fatto il proprio dovere, per di più dopo le lotte che abbiamo dovuto condurre e che continueremo a portare avanti, finchè non vedremo l’ospedale nel suo pieno regime. Auspichiamo che la soluzione prodotta in chirurgia non sia solo momentanea ma definitiva, considerato che nel passato è già successo che le soluzioni proposte si rivelavano dei tira e molla. Continuiamo a chiedere a gran voce di attivare e avviare in modo efficace l’unità di radiologia che ad oggi non può operare ventiquattro ore al giorno, perché la tac con la teleradiologia è inutilizzabile”. La denuncia agli organi preposti è di ieri e il sindaco nel presentarla ha anticipato la costituzione di parte civile del Comune di Leonforte contro “i responsabili e contro chiunque altro abbia partecipato alle attività delittuose”. Il depotenziamento dell’F/B/C è chiaramente funzionale a un progetto di chiusura che avrebbe potuto essere evitata con una conversione della struttura, ma l’individuazione dell’ex Ciss di Pergusa a hub di riabilitazione ne esclude ogni alternativa. I presidi ospedalieri di Nicosia e Piazza Armerina hanno goduto e godranno di ammodernamenti e potenziamenti mentre quello di Leonforte non ha ancora avuto nulla di quanto disposto dal decreto assessoriale 22 del 2019 che prevedeva: il Pronto soccorso; la Medicina generale, con venti posti letto; la Medicina e la Chirurgia generale, con sei posti letto; il Recupero e la riabilitazione, con diciotto posti letto; la Lungodegenza, con sedici posti letto; la Radiologia, il Laboratorio Analisi, l’Anestesia e la Direzione sanitaria di presidio. La mancata attuazione del decreto ha penalizzato soprattutto l’UOS di radiologia per ciò che concerne la gestione dell’emergenza e dell’urgenza e, dunque, le attività di supporto del Pronto Soccorso. A tutt’oggi è inesistente l’UOSD di Anestesia, l’unica Unità Operativa Complessa prevista per l’ospedale di Leonforte, ovverosia la Riabilitazione Funzionale, è carente di medici e l’unità semplice di Lungodegenza ad oggi non è attivata. E’ incontestabile l’interruzione di servizi di tutela e salvaguardia della saluta pubblica in un comprensorio che conta oltre 40mila utenti, in un territorio privo di infrastrutture e collegamenti.
Vorremmo capire perché questa presa di coscienza è arrivata tardi? Sembra che ci sia una scollatura fra la politica e la sanità, da un lato l’ospedale è motivo di grave preoccupazione perché depotenziato ininterrottamente da anni dall’altro è ragione di vanto per l’assistenza resa nel periodo pandemico e ancora oggi. Occorrerebbe definire chiaramente i limiti del reale e evitare di strumentalizzare l’inefficienza a proprio interesse.
L’ospedale di Leonforte è in grado di assistere e curare o no?
E se non lo è perché si continua a usarlo come se lo fosse?

Gabriella Grasso


Link news (quasi) di riferimnento:

Leonforte. Il Ferro/Branciforti/Capra è morto?