venerdì , Luglio 30 2021

L’occhio della gente… a Leonforte

L’occhio della gente… a Leonforte

È un dato di fatto: scrivere del proprio paese vuol dire titillare la gente, che reagisce indispettendosi o divertendosi. Ci sono anche i maleducati e gli impediti ossia i lettori incapaci di comprendere il senso del testo, ma di loro è meglio tacere per il rispetto dovuto alla  fragilità cognitiva. All’appello non mancano mai i soliti noti cioè quelli che per ragioni altre, rispetto al racconto, ululano e istigano il branco social: sono i rosiconi e gli “imbestiati nella più lata rapacità”, sono i legionari di Eco. Scrivere divertissement brancatiani vuol dire indurre la gente a “curtigghiare” salvo leggere critiche al testo troppo carico di “curtigghiu”.  I nostri paesi come scrisse Sciascia  producono “limoni, maghi e uomini di genio” assieme a “una mafia poco appariscente, e perciò molto seria” ed è in questo scenario si svela la doppia anima, tanto brillantemente mistificatoria quanto oscuramente disperata, della Sicilia tutta eppure scriverlo vuol dire indisporre i più anche quando il tema è  preoccupante. L’alcolismo adolescenziale è cosa di poco conto, conta di più irritarsi per la beffarda cornice narrativa, bere è consuetudine e per alcuni illuminati segno di urbanità e emancipazione e non comprenderlo vuol dire essere paesanazzi pettegoli e frustrati. Operatori sanitari, impegnanti a soccorrere il sabato sera dodicenni in coma etilico  portati da altrettanto “avvinazzati” amici al pronto soccorso, hanno sottolineato la gravità del fenomeno ma sappiamo tutti che questo risentimento è dei boomer. Tardo trentenni atteggiati a gggiovani  usano lo scontro generazionale come offesa social e ricorrono a meme  patetici e visti e cliccati e ricondivisi migliaia di volte in luogo della post-ironia (n.d.r.: in meno di 24H solo su da Facebook oltre 60mila clik). Siamo certi che gli adolescenti sono migliori degli adulti che li additano di essersela cercata se abusati ma si irritano se si allude a un abbigliamento ricercato e molto meglio dei moralizzatori senza morale che li deridono se lottano per l’ambiente e li giustificano se bevono come i grandi anzi come i vecchi perchè la grandezza è altra cosa.

P.S.
L’articolo può contenere tracce di sarcasmo, astenetevi dal leggerlo se non siete in grado di metabolizzarlo. E ignoratelo totalmente se vi “attigghiate” in quanto leonfortesi, il paese è usato a mo’ di sineddoche che le piccole menti non possono contenere, è piuttosto adatto ai tanti leonfortesi capaci di capire anche il non detto, eventualmente fatevelo spiegare da loro.


Gabriella Grasso

Link news di riferimento:
Ragazzine vestite da modelle… la movida leonfortese