martedì , Luglio 27 2021

Si era rifugiato ad Agira, arrestato 22enne olandese per detenzione materiale pornografico, sfruttamento di minori, estorsione e minaccia

I Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, nella giornata del 24 hanno dato esecuzione al Mandato di Arresto Europeo nei confronti di Omar Zidan, 22enne olandese in ferie ad Agira (EN), accusato dalla polizia olandese di detenzione di materiale pornografico attraverso lo sfruttamento di minori, estorsione e minaccia.
Solo nella mattinata i Carabinieri ricevevano la segnalazione da parte della Divisione Centrale della polizia criminale che, su indicazione dell’organo collaterale olandese, segnalava la possibile presenza del soggetto nella nostra Provincia. Zidan, infatti, si era reso da tempo irreperibile sul territorio olandese e quasi sicuramente dal 14 giugno si trovava ad Agira (EN).
Le informazioni ricevute e le successive attività di analisi con incrocio dei relativi dati, permettevano, ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Enna, di localizzare con precisione il soggetto in un’abitazione all’interno della quale viveva da qualche giorno con un’amica ed i suoi figli minori. Solo nella serata, dopo un lungo periodo di monitoraggio, i militari riuscivano a fermare il soggetto che certamente non poteva immaginare che in vacanza Italia sarebbe stato arrestato.
Il giovane, che già dalla notte del 24 era stato ristretto presso il carcere di Termini Imerese in attesa della convalida dell’arresto dall’AG italiana e della successiva estradizione, era ricercato dalla Polizia olandese per detenzione di materiale pornografico attraverso lo sfruttamento di minori, estorsione e minaccia nei confronti di almeno 10 minori connazionali che ricattava con la minaccia di pubblicare foto e filmati di loro a sfondo sessuale se non fosse stato pagato per il suo silenzio. Alcune vittime, prima di denunciare il fatto, hanno accettato tale ricatto pagando il debito in somme di denaro e gioielli.
La Polizia olandese da tempo monitorava il soggetto ritenendo che, con il suo comportamento seriale, una volta giunto nel “bel Paese”, potesse fare nuove giovani vittime italiane.
L’Organo di Polizia olandese, venuto a conoscenza dell’arresto eseguito, non ha mancato di far pervenire al Comando dei Carabinieri di Enna i sentiti complimenti per il buon esito dell’attività e la professionalità con cui si è operato sul territorio.
Il positivo esito, che ha fatto ben figurare l’Arma dei Carabinieri, è stato il risultato di un chiaro scambio informato tra i vari organi coinvolti: l’ufficiale di collegamento olandese, che ha diffuso i dati per l’attivazione della polizia italiana; la Sezione Latitanti della Direzione Centrale di polizia criminale, organo che, dopo aver scelto, per questa operazione, i Carabinieri di Enna, ha permesso di avere la corretta segnalazione; ed infine i Carabinieri del Nucleo Investigativo che, attraverso l’ elaborazione del dato, attività incrociate, tra cui quella informativa, ha conseguito il risultato finale, quello più atteso, rendere più sicuro il territorio.