venerdì , Settembre 24 2021

ASP Enna. Progetto pilota sul disagio in età scolare

Servizio di Medicina Scolastica del Dipartimento Materno Infantile del ASP di Enna, in collaborazione con la Direzione del Distretto di Agira, ha realizzato il “Progetto pilota sul disagio in età scolare dovuto all’emergenza Covid-19”.

Il progetto, curato dalla pedagogista ed educatore professionale, dott.ssa Grazia Amico, nasce dall’idea di osservare più da vicino gli effetti derivanti dall’emergenza sanitaria, dovuta alla diffusione da Coronavirus, sulla didattica a distanza (DAD); effetti che potrebbero essere causa di cambiamenti comportamentali e di apprendimento.
Il progetto ha visto coinvolti due diversi Istituti Scolastici del territorio di Agira e Leonforte, rispettivamente l’Istituto “G. Giusti Sinopoli” e l’Istituto “N. Vaccalluzzo” diretti dalla professoressa Concetta Ciurca.
Il campione preso in esame è stato costituito da 28 classi dalla seconda alla quinta elementare. Lo strumento di misura è stato rappresentato da un questionario anonimo somministrato agli insegnanti volto ad evidenziare, oltre agli effetti della didattica a distanza sull’apprendimento, eventuali ripercussioni emotivo-relazionale nell’età pediatrica; ciò per promuovere eventuali interventi volti ad evitare l’insorgere di comportamenti disadattivi all’ interno della classe. Dall’analisi dei questionari si è rilevata una riduzione dell’apprendimento, seppur non omogeneo tra tutte le classi, da porre in relazione alla mancanza di fiducia in se stessi e alla ridotta socializzazione. Relazioni significative emergono in alcune classi tra gli alunni che “praticano sport” che non hanno risentito disagi soprattutto dovuti alla mancanza del “gruppo”, mostrando maggiore resilienza.
Visti i risultati positivi del progetto, il responsabile di Medicina Scolastica, Dott. Rosario Colianni, ha dichiarato: “Grazie a questa indagine è stata possibile la strutturazione di una ulteriore progettualità volta a mitigare gli effetti prodotti da questa emergenza sanitaria, al fine di migliorare la qualità di vita di una delle fasce d’età più debole, da attuare nelle scuole oggetto d’indagine e da estendere anche ad altre scuole di altri distretti”.