lunedì , Dicembre 6 2021

Le regole anticovid valgono davvero per tutti? “Ai ragazzi del Rotary è permesso fare ciò che vogliono”

La pandemia da Covid 19 ha falcidiato (e purtroppo sta ancora falcidiando) la popolazione mondiale causando tante morti e disperazione. Già leggere il numero dei morti è qualcosa di incredibile. Ma dobbiamo pensare che ciascun morto porta con sé la sofferenza di famiglie, amici, conoscenti che non vedranno più il loro caro, spentosi da solo senza neanche un piccolo conforto. Solo questo pensiero, se siamo umani, dovrebbe portarci a seguire scrupolosamente le regole, che qualcuno vorrebbe passare come lesive di libertà (deve valere davvero poco questa libertà se una mascherina può toglierla), che prove empiriche e studi hanno dimostrato che funzioni. E la prova empirica, non occorre essere scienziati e con un certo background, l’abbiamo sperimentata anche noi: con mascherina e distanziamento non è forse di molto diminuito anche il semplice raffreddore?

Bene, potremmo essere tacciati di “vecchi borbottoni”, ma non finiremo mai di portare alla vostra conoscenza realtà che ignorano le basilari norme, peraltro non consigli ma leggi. Quest’oggi vi parliamo dei ragazzi del Rotary, nello specifico Rotaract, che qualche giorno fa si è riunito. Va bene, potrà dire qualcuno: ste associazioni sono per l’amicizia e tante belle cose (altri dicono altro ma vogliamo essere quelli ottimisti) quindi alla fine che male c’è a riunirsi? Non faremmo questo articolo se la “riunione” in spirito di amicizia si fosse compiuta in maniera consona. Ma giudicate voi dalle foto bellamente messe in mostra sui canali social. Tutti, come si direbbe in un noto programma, “vicini vicini”. Peccato che quel cattivone di Mario Draghi, basta andare sul sito del governo, ha detto che queste cose non si possono fare (ah, Garzoncello scherzoso!).

Troviamo, infatti, scritto:

“In zona bianca, i dispositivi di protezione delle vie respiratorie (meglio conosciuti come mascherine) devono essere obbligatoriamente indossati in tutti i luoghi chiusi diversi dalla propria abitazione, compresi i mezzi di trasporto pubblico (aerei, treni, autobus), tranne quando si è in presenza soltanto di persone conviventi.

Devono inoltre essere obbligatoriamente indossati all’aperto:

–    in tutte le situazioni in cui non possa essere garantito il distanziamento interpersonale o siano possibili assembramenti o affollamenti (per esempio quando si è in coda o ci si trova in un mercato o in una fiera);

[…]

L’obbligo non è comunque previsto per:

–    bambini sotto i 6 anni di età;

–    persone che, per la loro invalidità o patologia, non possono indossare la mascherina;

–    operatori o persone che, per assistere una persona esente dall’obbligo, non possono a loro volta indossare la mascherina (per esempio: chi debba interloquire nella L.I.S. con persona non udente).

[…].”

Abbiamo cercato di riportare quanto più possibile e di interesse per questo articolo, il resto potete comodamente andare a leggerlo voi.

Quello che salta subito all’occhio è che il buon Draghi abbia dimenticato di mettere “Ai ragazzi del Rotary è permesso fare ciò che vogliono”. Perché, a guardare dalle foto, o i ragazzi sono dei finti ragazzi e in realtà sono dei bambini anagraficamente sotto i 6 anni  di età con barba (eh vabbè, con le porcherie che diamo da mangiare ai nostri ragazzi figuriamoci gli ormoni), o, poverine, sono tutte persone invalide o con patologie e comunque, se uno tiene alla propria salute così labile manterrebbe il distanziamento, oppure rientrano nella terza categoria che sarebbe troppo ampia la casistica e potremmo annoiarvi. Oppure, molto più semplicemente, rientrano nella quarta categoria: quella non scritta di chi pensa di essere furbo e di poter fare quello che vuole perché la massa è dalla propria parte. Quella non scritta in cui dato che si è giovani si è meno soggetti al covid (non proprio vero ma comunque anche questo passava il convento). In ultima analisi, quella non scritta di ragazzi che giocano a fare gli adulti senza sapere che essere adulti non è un gioco e neanche un’anagrafica: essere adulti significa responsabilità, empatia, rispetto. Cose che qui, purtroppo, non vediamo.