lunedì , Dicembre 6 2021

Enna. Il modello “Napoleone Colajanni”

Il modello “Napoleone Colajanni”
di Massimo Greco

La promozione di un convegno organizzato a Enna dal Centro studi per le ricerche sul Mediterraneo e sul Mezzogiorno “Napoleone Colajanni” è il modo migliore per affrontare alcune tematiche di grande attualità nella ricorrenza dei cento anni dalla morte del parlamentare e saggista ennese, di certo tra i maggiori meridionalisti di fine Ottocento. Al netto dell’errore di ortografia istituzionale per non avere previsto i tradizionali saluti del Sindaco di Enna (analogo errore si è registrato pochi giorni addietro a Troina per un’altra interessante iniziativa sulle “aree interne”) la prima giornata prevista per lunedì 15 novembre nell’aula magna dell’ateneo ennese prevede i saluti, nell’ordine, dei vertici dell’Università Kore, del Prefetto di Enna, del Commissario Straordinario dell’ex Provincia di Enna e del Presidente del Centro Studi Paolo Garofalo.

Sul tema “Napoleone Colajanni, l’uomo, lo scienziato sociale, il politico” discuteranno il Presidente dell’ISTAT Blangiardo, il Prof. Lo Giudice dell’Università di Messina e il Senatore Verducci. I lavori saranno moderati dal conterraneo e giornalista di Mediaset Paolo Scarlata. Le analisi politiche e sociologiche di Napoleone Colajanni, i cui scritti sono stati quasi tutti raccolti e catalogati presso la biblioteca Hennayon, dovrebbero essere diffusi nelle scuole di ogni ordine e grado in modo da far comprendere alle nuove generazioni, sotto forma di precisi messaggi pedagogici, che concetti come “interesse pubblico”, “legalità”, “giustizia”, “solidarietà”, “libertà” e “democrazia”, rappresentano valori irrinunciabili per qualsiasi tipologia di organizzazione sociale. Ma vi è di più nel modello “Napoleone Colajanni”. Nel suo pensiero si coglie costantemente un monito verso coloro che, pur “sapendo” e “potendo” esitano a dare il proprio contributo per la costruzione di uno Stato migliore. Un chiaro richiamo a quella “fedeltà alla Repubblica”, non a caso poi entrata a far parte dei principi costituzionali, ovvero a quello che oggi più comunemente avvertiamo come “dovere civico”.