martedì , Ottobre 4 2022

Calascibetta: la maestosa “vara” del Santo Patrono rimarrà per sempre in chiesa, lo ha decretato il vescovo Mario Russotto

Calascibetta: la maestosa “vara” del santo patrono rimarrà per sempre in chiesa, lo ha decretato il vescovo Mario Russotto. E la Curia, prima del decreto, telefona al sindaco di Calascibetta.

Calascibetta. La decisione del sindaco Piero Capizzi, di non partecipare nel mese scorso alla processione del patrono San Pietro, aveva suscitato non poche polemiche. Sotto accusa l’antica e maestosa “vara”, pesante oltre mille chili. Dunque, motivi legati in particolar modo alla sicurezza, per l’eccessivo peso del fercolo, avevano portato il primo cittadino a non presentarsi alla processione religiosa di lunedì 8 agosto, ma di onorare il patrono partecipando alla messa del mattino. Alla questione sicurezza-sostengono voci autorevoli- si sarebbe aggiunto anche il motivo legato all’identità dei “portatori” non iscritti all’Associazione “San Pietro”. Così, a distanza di alcune settimane dall’accaduto, il vescovo di Caltanissetta Mario Russotto, ha emanato una lettera-decreto, datata 30 agosto 2022, indirizzata ai sacerdoti, al diacono, al presidente dell’Associazione San Pietro e alla comunità ecclesiale xibetana. Un documento reso pubblico ieri dal celebrante durante le messe. Scrive il vescovo Mario Russotto: “Considerando la pericolosità e il massiccio ingombro nel portare in processione per le strette strade del paese la statua del Santo Patrono con la suddetta vara, pericolosità concreta dimostrata con il tragico evento accaduto negli anni settanta del secolo scorso, miracolosamente finito bene, e considerato, proprio a causa della pericolosità della vara, la difficoltà a svolgere la processione con serenità, agilità, spirito di preghiera e di raccoglimento, inoltre- continua il vescovo- costatando non lievi difficoltà in seno all’Associazione San Pietro e anche da parte delle autorità civili, dispongo che la vara di San Pietro rimanga collocata nel suo idoneo spazio in chiesa madre e si torni ad usare il fercolo, come negli ultimi decenni, portato dai soci dell’Associazione San Pietro collaborati dai fedeli di buona volontà e di riconosciuta vita di fede”. Parole mirate e precise, quelle del prelato, che non lasciano spazio a interpretazioni. Insomma, si ritornerà al passato e si userà, per la processione di San Pietro, un fercolo più piccolo, utilizzato nell’ultimo trentennio. Il vescovo Russotto inoltre ha rigettato le dimissioni del presidente dell’Associazione “San Pietro” Luca Leonora. Ma c’è dell’altro: in questi giorni si è appreso che la Curia vescovile nissena, prima di emanare il decreto, avrebbe telefonato al sindaco di Calascibetta, Piero Capizzi, dicendo di condividere le preoccupazioni espresse dal primo cittadino xibetano riguardo il pericolo in termini di sicurezza che l’uscita in processione della vara potrebbe comportare. Su questa vicenda l’amministrazione comunale tiene bocca cucita, ma le fonti dell’indiscrezione sono autorevoli e qualificate. Insomma, ad evitare questo trambusto sarebbe bastato un po’ di buon senso. Nessuno ha agito in malafede, con i “portatori” che hanno voluto che uscisse la “vara” per devozione nei confronti del santo patrono, ma qualcuno avrebbe dovuto immaginare che lo “scossone” sarebbe stato inevitabile. Dopo il decreto del vescovo, l’antica “vara”, fatta restaurare negli anni scorsi per volontà dell’arciprete Giuseppe Di Rocco, rimarrà collocata all’interno della Regia Cappella Palatina come importante opera artistica.
Francesco Librizzi