La galassia delle Unioni dei Comuni e l’impasse per le Province
Enna-Provincia - 19/12/2023
In attesa di una contro-riforma dell’ente di area vasta che i nuovi lobbisti della politica regionale concepiscono solo attraverso l’imposizione coatta dei sei Liberi consorzi comunali e delle tre Città metropolitane, alcune della aree interne della Sicilia si sono organizzate, liberamente e volontariamente, per costituirsi in Unione di Comuni, così da accedere alle risorse della SNAI e del Programma regionale Fesr 2021-2027.
L’Unione (di Comuni) fa la forza
Le sei “Aree Interne”, le cui proposte progettuali sono state recentemente approvate, fanno capo ai Comuni di Corleone, Troina, Bronte, Mussomeli, Santa Teresa di Riva e Palagonia Si aggiungeranno alle cinque “Aree Interne” già esistenti del periodo 2014- 2020 (Calatino, Madonie, Nebrodi, Sicani e Simeto-Etna). Per tutte, sono previsti finanziamenti per un importo massimo complessivo di circa 450 milioni di euro, per la realizzazione di interventi volti a “promuovere lo sviluppo sociale, economico e ambientale, la cultura, il patrimonio naturale, il turismo sostenibile e la sicurezza nelle aree non urbane”.
Le Unioni di Comuni di 2° generazione
Il modello associativo utilizzato dalle 11 “Aree interne” è certamente quello previsto dall’art. 32 del TUEL con una differenza fondamentale. Se per le Unioni di Comuni di “1° generazione” l’esercizio associato di funzioni e servizi era finalizzata a superare le difficoltà legate alla frammentazione dei piccoli Comuni e per conseguire condivisibili obiettivi di razionalizzazione della spesa e di una maggiore efficienza dei servizi, per questa nuova tipologia di Unione di Comuni – di 2° generazione – l’esercizio associato
delle funzioni amministrative è strettamente finalizzato alla promozione di politiche di sviluppo territoriale ovvero di “area vasta”. Una funzione che l’ordinamento (sia statale che regionale) affida alla sola cura dell’ente intermedio. Che trattasi della nascita spontanea ed incontrollata di un ente di area vasta, lo dimostra anche l’elevato numero di Comuni che hanno aderito alle 11 Unioni di Comuni.
Le 11 “Aree Interne”
- Area Interna “Madonie” (26 comuni, circa 63.000 abitanti);
- Area Interna “Nebrodi” (29 comuni, circa 79.000 abitanti):
- Area Interna “Val Simeto” (4 comuni, circa 69.000 abitanti);
- Area Interna “Calatino” (9 comini, circa 76.000 abitanti.
- Area Interna “Terre Sicane” (12 comuni, circa 46.000 abitanti).
- Area Interna “Corleone” (16 comuni, circa 48.000 abitanti);
- Area Interna “Troina” (14 comuni, circa 83.000 abitanti);
- Area Interna “Bronte” (11 comuni, circa 46.000 abitanti);
- Area Interna “Mussomeli” (11 comuni, circa 42.000 abitanti);
- Area Interna “Santa Teresa di Riva” (15 comuni, circa 30.000 abitanti);
- Area Interna “Palagonia” (6 comuni, circa 56.000 abitanti
L’area interna di Troina
Il caso più suggestivo è quello dell’Area Interna di Troina che, aggregando ben 14 Comuni su 20, per un totale di 83 mila su 156 mila abitanti, si sta preparando a gestire 50 milioni di euro messi a disposizione dal piano di sviluppo e coesione territoriale della SNAI. A fronte di un ente di siffatta dimensione ordinamentale, la cui prospettiva funzionale e statutaria appare tutt’altro che limitata nel tempo, ci piacerebbe conoscere il pensiero di coloro che all’ARS si stanno spendendo in questi giorni per ripristinare i vecchi enti di area vasta.
Massimo Greco