Agricoltori, presidio ad oltranza, “tasse e gasolio ci uccidono”

Presidio ad oltranza per gli agricoltori nell’area del Dittaino, sulla statale 192, a due passi dallo svincolo dell’autostrada Palermo-Catania. C’è chi ha dormito qui, altri sono arrivati dopo una tappa casa ma l’obiettivo di tutti i manifestanti è sempre lo stesso: resistere fino a quando le amministrazioni regionali e nazionali decideranno di accogliere le loro richieste.

L’allarme degli agricoltori

Oltre al tema, più volte snocciolato, legato alle scelte dell’Europa di voler incentivare la carne coltivata, che sarebbe una mazzata per gli allevatori, e l’energia solare, che sottrae terreni alle aziende agricole, ci sono altri nodi, anch’essi importanti, da sciogliere.

Tra questi, la siccità: i raccolti sono esegui, per cui si chiede, con insistenza, l’erogazione di sussidi, magari sotto forma di incentivi, per evitare di far morire centinaia di imprese.

Tasse e gasolio

“I costi per la produzione del grano e del foraggio sono diventati altissimi” denuncia un agricoltore che, come i suoi colleghi, sostiene siano necessari degli interventi sulle imposte e sul prezzo del gasolio. “L’Irpef ci sta uccidendo, credo che non mancherà molto alla nostra fine, come imprenditori, per questo è necessario che il Governo intervenga sulla leva fiscale. E poi c’è il gasolio che costa troppo. E’ fondamentale fissare un tetto, altrimenti la nostra produzione va a farsi benedire”.

Proteste nel Materano

Una marcia di trattori e’ stata organizzata questa mattina nel Metapontino dai comitati spontanei per rivendicare l’attenzione al settore primario prima che diventi sempre più insostenibile la produzione agricola. Decine di mezzi agricoli hanno marciato a passo lento sulla strada statale 106 Jonica, tra Policoro e Scanzano Jonico in provincia di Matera, e viceversa, senza bloccare la circolazione stradale che ha risentito solo di qualche rallentamento.

Governo francese, “no a concorrenza sleale”

Il primo ministro francese Gabriel Attal ha annunciato che metterà in campo “nuove misure” per contrastare quella che considera “la concorrenza sleale” da parte degli agricoltori stranieri che vendono i loro prodotti in Francia, tra cui Spagna e Italia. “Non è normale che ci siano Paesi vicini che utilizzano determinati prodotti (fitosanitari) che tu non puoi usare e loro possono”, ha detto Attal, durante la sua visita stamane a una fattoria dell’Indre-Loire.