Aree interne e crisi idrica, Stati generali a Troina

Da un lato la crisi idrica, dall’altro la tenuta delle aree interne vittima di uno spopolamento galoppante. Come uscire da questa emergenza? E’ il tema dell’incontro che si terrà sabato 14 dicembre nell’aula consiliare del comune di Troina alle 9.30: interverranno rappresentanti dell’Unione dei Comuni Area Interna Mussomeli-Valle dei Sicani, Unione dei Comuni Area Interna di Troina, Unione dei Comuni Area Interna Val Simeto Etna, CGIL Enna, UIL Enna, CISL Agrigento-Caltanissetta-Enna, Presidio Partecipativo del Patto Fiume Simeto e Forum Aree Interne.

Il documento

“La crisi idrica esplosa drammaticamente in questi giorni – si legge nel documento – di cui si erano manifestate a tempo le avvisaglie irresponsabilmente ignorate, mette a repentaglio le strategie di contenimento e inversione della tendenza al declino e allo spopolamento delle 11 aree interne della Sicilia: Terre Sicane, Calatino, Nebrodi, Madonie, Simeto Etna, Corleone, Troina, Bronte, Mussomeli, Santa Teresa di Riva e Palagonia”.

Lo stato degli invasi

Negli invasi in cui vengono raccolte le acque superficiali, a giugno di quest’anno, c’erano 153 milioni metri cubi di acqua, pari al 22 per cento della loro capacità. Molti comuni ricadenti in queste aree interne dipendono esclusivamente da questi invasi per l’approvvigionamento idrico”.

Il cambiamento climatico

Tutte queste aree sono a rischio di desertificazione e tutte condividono le stesse difficoltà, che mettono a rischio il loro futuro. I cambiamenti climatici, una gestione poco accorta e lungimirante degli invasi e una pessima manutenzione delle condotte tra le cause sottolineate nel documento dove vengono anche paventate le possibili soluzioni.

“Tra le istituzioni e gli attori sociali di queste aree interne deve esserci necessariamente un’unione d’intenti – si evince dal documento – perché hanno un obiettivo comune: arrestare e invertire la tendenza al declino di vaste porzioni del territorio regionale in cui vivono le loro comunità di appartenenza, potenziando in qualità e quantità i servizi di cittadinanza (salute, istruzione e mobilità) e attuando politiche di sviluppo economico fondate sulla valorizzazione delle risorse locali intese in senso ampio (risorse naturali, vocazioni produttive, forze imprenditoriali locali). Lo sviluppo economico locale consiste nel suscitare e apprestare risorse e capacità nascoste, disperse o malamente utilizzate”.