La fuga dalle Aree interne, lettera del vescovo alle istituzioni, “venite e vedete come si vive qui”

Il vescovo di Nicosia Giuseppe Schillaci ha inviato alle istituzioni nazionali e locali una lettera per sollecitarle ad intervenire per contrastare la desertificazione sociale del territorio della Diocesi di Nicosia in particolare e l’abbandono delle aree interne in generale.

La lettera all’Osservatore romano

Il territorio della Diocesi di Nicosia comprende 12 comuni e coincide con il territorio dell’Area Interna di Troina, che include altri due comuni appartenenti alla Diocesi di Piazza Armerina: Calascibetta e Valguarnera. Quest’accorato appello del vescovo Schillaci è stato raccolto dall’autorevole giornale vaticano “L’Osservatore Romano”. Va direttamente al cuore della questione dell’Area Interna di Troina il vescovo Schillaci: “Desertificazione totale, che non è solo ambientale, ma soprattutto sociale e relazionale”.

La fuga di giovani e anziani

Ad andarsene via da questo territorio non solo i giovani. Da qualche tempo anche gli anziani lasciano per raggiungere i loro figli che da tempo hanno messo radici nelle città del Nord Italia. Questo è un motivo di preoccupazione in più per il vescovo Schillaci: “Ormai da quest’angolo della Sicilia se ne vanno anche gli anziani, non solo i giovani. E così nel centro storico della nostra bella Nicosia, come di Troina ed Agira e altri paesi, oramai sono sempre di più le case disabitate”.

L’Area interna di Troina

La situazione dell’Area Interna di Troina, che conta circa 80 mila abitanti, è preoccupante; nell’ultimo anno
sono andate via 1500 persone, soprattutto giovani”. Da qui l’accorato invito rivolto dal vescovo Schillaci ai
rappresentanti delle istituzioni pubbliche nazionali “a venire qui affinché si rendano conto della situazione
in cui viviamo”. La lettera è stata inviata anche ai sindaci dei comuni dell’Area Interna di Troina, che devono attivare il partenariato (organismi del terso settore, imprese, università, associazioni di categoria e
professionisti) per coinvolgerlo nella co progettazione integrata per ambiti settoriali (sanità, mobilità e
istruzione) e nella messa a punto di percorsi di sviluppo locale secondo un nuovo approccio multiattoriale, multilivello e multifondo.