Mario Incudine in “Archimede – La solitudine di un genio”

Un viaggio teatrale tra scienza, poesia e umanità
Di Costanza DiQuattro – Regia di Alessio Pizzech

Siracusa, 212 a.C. La città è assediata dai romani. In una notte sospesa tra storia e leggenda, un giovane soldato entra nella casa di Archimede. È ignaro di diventare il testimone involontario dell’ultimo istante del più grande genio dell’antichità. 

Da qui prende vita “Archimede – La solitudine di un genio”, un intenso teatro-canzone interpretato da Mario Incudine, con Antonio Vasta e Tommaso Garré, scritto da Costanza DiQuattro e diretto da Alessio Pizzech.

Prodotto da CTB Centro Teatrale Bresciano, La Contrada Teatro Stabile di Trieste, e Teatro della Città, in collaborazione con Teatro Donnafugata, e con la produzione esecutiva di A.S.C. Production Arte Spettacolo Cultura, lo spettacolo restituisce la figura di Archimede in tutta la sua complessità: scienziato, inventore, uomo, ma anche spirito inquieto e visionario.

Un Archimede umano e universale

Nel limbo che precede la morte, Archimede ripercorre la propria esistenza: le scoperte, i dolori, la solitudine, l’amore perduto. In un flusso poetico e musicale, la parola si intreccia con il canto, trasformando il monologo in un dialogo tra mente e cuore, tra passato e presente.
La scrittura di Costanza DiQuattro attraversa il confine sottile tra verità storica e invenzione poetica, restituendo un Archimede che diventa simbolo universale della condizione umana: il genio incompreso, l’intellettuale inascoltato, l’uomo solo davanti alla brutalità del potere e dell’ignoranza.

La visione di Alessio Pizzech

«Il testo di Costanza DiQuattro è sorprendentemente attuale – afferma il regista Alessio Pizzech. 

In un momento di odio e di guerra, in cui la scienza è spesso piegata alla distruzione, le parole di Archimede risuonano come un monito: la conoscenza e la bellezza devono essere le uniche armi per costruire un futuro possibile».
Pizzech guida Mario Incudine in un raffinato equilibrio tra parola detta e parola cantata, dove la musica – composta e interpretata dallo stesso Incudine con Antonio Vasta diventa estensione dell’anima del protagonista.

Un messaggio per le nuove generazioni

“Archimede – La solitudine di un genio” non è soltanto un ritratto storico: è un appello etico e civile.
L’Archimede di DiQuattro e Pizzech parla direttamente ai giovani, invita alla consapevolezza, alla curiosità, al rispetto dell’altro. 

In un mondo che rischia di smarrire il senso della misura e dell’umanità, il grande inventore siracusano diventa profeta di un valore antico e sempre nuovo: l’amore come unica vera sfida.

Un viaggio teatrale e musicale che ci ricorda come, anche di fronte alla barbarie, la conoscenza e la sensibilità restino gli strumenti più potenti per restare umani.

Info e ticket:
https://www.liveticket.it/opera.aspx?Id=620855