Statali 121 e 117, tre sindaci scrivono all’Anas: “Situazione insostenibile, subito gli interventi”

Le condizioni critiche della Statale 121 e della Statale 117 tornano al centro del dibattito pubblico. I sindaci di Leonforte, Assoro e Nissoria hanno inviato una dettagliata e severa lettera all’Anas Sicilia, denunciando lo stato di degrado e insicurezza dei tratti che collegano i tre territori e chiedendo interventi urgenti e non più rinviabili. Una presa di posizione congiunta che arriva a pochi giorni dall’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata nazionale del Pd Stefania Marino, rivolta al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

Un nodo strategico diventato pericoloso

I primi cittadini descrivono un quadro che, a loro avviso, non può più essere ignorato: le due statali interessano un’area di forte interconnessione tra i tre comuni e registrano quotidianamente un traffico elevatissimo, composto non solo da automobili, ma anche da mezzi pesanti, bus di linea e veicoli sanitari diretti all’ospedale di Leonforte.

A questo flusso già intenso si somma una presenza significativa di attività commerciali, insediamenti produttivi, abitazioni private e servizi ad alta affluenza, tra cui due discoteche, un grande centro commerciale e un centro migranti. Un mix che genera un continuo incrocio tra pedoni, auto e mezzi pesanti, in un contesto che – denunciano i sindaci – non offre adeguate misure di sicurezza.

Le criticità: velocità, assenza di illuminazione e dispositivi di protezione

Nella loro lettera, i sindaci elencano una lunga serie di criticità riscontrate sul campo: velocità eccessive e difficoltà di controllo del traffico; assenza totale di illuminazione lungo tutto il tratto, con rischi amplificati nelle ore serali; scarsità di marciapiedi, attraversamenti pedonali e barriere protettive; segnaletica inadeguata o ormai deteriorata; accessi diretti alle abitazioni e alle attività commerciali, spesso senza protezioni idonee; assenza di aree di sosta o manovra sicure; un numero significativo di incidenti, anche molto gravi, verificatisi negli ultimi anni e più volte segnalati alle autorità locali.

Secondo i sindaci, il quadro generale evidenzia una “mancanza delle condizioni minime di sicurezza” e configura le due statali come una vera e propria zona ad alto rischio, con caratteristiche assimilabili ai cosiddetti “punti neri”.

Le norme che chiamano Anas alle sue responsabilità

Nella lettera non mancano i richiami alla normativa vigente. I sindaci citano il Codice della Strada, che obbliga l’ente gestore a garantire manutenzione, segnaletica, illuminazione e misure di prevenzione degli incidenti. Richiamano inoltre i decreti ministeriali che disciplinano la costruzione e la sicurezza delle infrastrutture viarie, sottolineando come in presenza di alta densità commerciale, residenziale e pedonale – esattamente la situazione dei tratti 121 e 117 – siano richiesti interventi mirati e tempestivi.

Anche la normativa europea, ricordano i primi cittadini, impone ispezioni, classificazione delle tratte ad alto rischio e interventi preventivi nei punti più critici.

Le richieste: “Interventi indifferibili”

Il documento indirizzato all’Anas Sicilia contiene una richiesta precisa e senza ambiguità: avviare immediatamente una verifica complessiva di sicurezza su entrambi i tratti; realizzare illuminazione adeguata, percorsi pedonali e attraversamenti sicuri; installare sistemi di moderazione della velocità; mettere in sicurezza incroci, intersezioni e accessi alle attività commerciali; aggiornare segnaletica e barriere; individuare soluzioni strutturali adatte alla presenza di servizi sensibili, come ospedale, centri ricreativi e centro migranti.

Per i sindaci, la situazione non permette più indugi: gli interventi richiesti sono definiti “indifferibili ai fini della tutela della pubblica incolumità”.

“Convocare subito un incontro”S

La lettera si chiude con la richiesta formale di convocare con urgenza un incontro tra Anas, amministrazioni comunali e forze dell’ordine, per definire tempi e modalità di intervento.