La leggendaria storia di Corsini, il cantante troinese che nacque ad Agira

Per molto tempo, si è pensato che Andrea Ignacio Corsini, il cantante gentiluomo, fosse nato a Troina, anche se non è stato mai trovato un documento che lo provasse.

La nascita ad Agira

Anche Corsini l’ha cercato questo documento, nel tentativo di conoscere suo padre, ma senza alcun esito. Allora, ci si chiede, come sia stato possibile aver pensato a lungo, senza alcuna prova documentale disponibile, che Corsini fosse nato a Troina. Ha contributo Soccorso Salomone, la balia del piccolo Andrea, a creare quest’equivoco, forse nel generoso tentativo di preservarlo dal turbamento che gli avrebbe procurato sapere che era nato da genitori che l’avevano abbandonato fin dalla sua nascita. Adesso si sa che Andrea Corsini nacque ad Agira il 3 febbraio 1891.

La prova documentale è nel Registro degli Atti di Nascita del Comune di Agira. Nell’atto di nascita di Andrea Corsini leggiamo che, il 4 febbraio del 1891, una donna di nome Filippa Valle, “villica” (contadina) analfabeta, di anni trenta, denunciò la nascita di un bambino, nella “casa posta in via Nocera, numero 22, “da una donna che non consente di essere nominata”. L’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Agira, l’assessore Carmelo Palumbo, diede al bambino il nome di Andrea e il cognome di Corsini, e ne dispose l’invio “all’ospizio per figlioli esposti in Nicosia per mezzo di detta Valle a ciò incaricata”. Ad allattare il piccolo Andrea Corsini, in orfanotrofio, fu la balia nicosiana Soccorso Salomone, che l’ha adottato. Tra i due si stabilì un forte legame di madre e figlio. Andrea Corsini sapeva che Soccorso non era sua madre, ma la trattò come se fosse la sua vera madre. I due, che si volevano un gran bene,  conservarono questo segreto. Soccorso si sposò con Leone Bonelli, vedovo, che aveva avuto due figlie dalla prima moglie.

Che lavoro facesse Bonelli non si sa. Pare che vivesse alle spalle della moglie, per motivi che non si conoscono. In quegli anni, i bambini delle famiglie povere delle classi popolari iniziavano a lavorare in tenerissima età. Il piccolo Andrea Corsini lavorò, a Nicosia, come guardiano di pecore. Quando ancora Andrea Corsini era un bambino piccolo, l’intera famiglia di Soccorso si trasferì a Troina per lavoro. Della permanenza a Troina di Andrea Corsini, con la famiglia di Soccorso che l’aveva adottato, non si sa nulla. E’ molto probabile che, a Troina, Soccorso lavorasse come balia e collaboratrice domestica (“criata”, in dialetto troinese) in una delle famiglie dell’agiata borghesia agraria o in uno dei monasteri femminili del paese. Non è da escludere che anche il piccolo Andrea, anche a Troina, lavorasse come guardiano di pecore.

Nel 1901, l’intera famiglia emigrò in Argentina, ma in due momenti diversi. Prima partirono Soccorso e Andrea, dopo li seguirono Leone Bonelli e le altre due figlie. Giunti in Argentina, Soccorso ed Andrea andarono ad abitare nel “barrio de Almagro” di Buenos Aires dove Soccorso aprì una locanda nella quale faceva anche la cuoca. Da allora Andrea fu chiamato anche con il secondo nome Ignacio, che gli venne dato e con il quale fu conosciuto e divenne famoso in Argentina. A dodici anni, Andrea fu portato a lavorare come piccolo bracciante in campagna, dalle parti della città Carlos Tejdero, a sud est della provincia di Buones Aires, a grande distanza dalla capitale argentina. Per il giovanissimo Andrea, quell’esperienza di lavoro, come bracciante, ebbe un ruolo determinante nella formazione del suo carattere.

Il duro lavoro in Argentina

Come ricorda Ignacio Corsini, figlio di Andrea, che porta il nome uguale a secondo nome di suo padre, “lì, mio padre apprese, come piccolo bracciante, il duro lavoro del creolo (persona nata in Argentina da genitori europei ndr), e si impregnò anche, per sempre, dei dolci e nostalgici tratti del folklore meridionale (argentino ndr): stile, vitalità, valzer e tango che un giorno consegnerà al pubblico nella forma più alta di espressione interpretativa della sua epoca, testimoniando così il suo profondo amore per la terra che farà sua” (dal libro “Ignacio Corsini, mi padre”). E’ lo stesso Andrea Corsini a scrivere, molti anni dopo, che “la natura temprò il mio spirito sentimentale e romantico che ebbe modo di manifestarsi nelle mie canzoni”.

Corsini aveva 17 anni, quando tornò a Buenos Aires, nel quartiere di Almagro, dove fece il mestiere di muratore specializzato nel rifacimento delle facciate e si integrò in un ambiente molto differente da quello che aveva frequentato durante la sua permanenza nelle campagne a sud di Buenos Aires. Andrea Corsini non poteva dimenticare – racconta suo figlio Ignacio nel libro citato – la pace, la tristezza, e la grandiosità della pampas, i tramonti con i braccianti cantando canzoni di questa terra di mandriani e decise di esprimere il suo spirito, rappresentando personaggi creoli. E fu sul palco del modesto teatro “El Progreso de Almagro” che Andrea Corsini, a 18 anni, iniziò, da appassionato di teatro, la sua carriera di artista, interpretando il personaggio principale della commedia “El trovador nacional”.

Grazie alla sua bella voce ed al suo elegante e prestante aspetto fisico, divenne molto popolare tra le gente di Almagro. Ma fu l’incontro con la famiglia Podestà, che segno l’ingresso di Andrea Corsini nel teatro nazionale argentino. Nella famiglia Podestà, che fu una pioniera del teatro nazionale argentino, erano tutti attori. Negli anni 10 del Novecento, Andrea Corsini frequentava circhi e teatri minori. Fu in una di queste frequentazioni che conobbe l’attrice e trapezista Victoria Pacheco, con la quale, all’età di 19 anni si sposò nel 1911.

L’incontro che cambiò la vita

Victoria, che era figlia di Luisa Zanetti e José Pacheco, due artisti circensi, di anni ne aveva 17. Nel citato libro “Ignacio Corsini, mi padre”, è raccontato l’incontro di Andrea Corsini con Pepe Podestà. Nel teatro Apollo di Buenos Aires, la compagnia metteva in scena un dramma creolo. C’era un amico di Andrea tra gli attori che recitavano questo dramma creolo. Andrea andò a trovarlo in teatro entrando nel suo camerino. Il suo amico, Humberto Zurlo, gli chiese di prendere la chitarra e cantare un canzone perché ammirava il suo modo di cantare. Si trovò a passare casualmente davanti il camerino Pepe Podestà, il capo della compagnia teatrale, che rimase talmente impressionato dalla voce e dal sentimento che ci metteva Andrea nel cantare da integrarlo nella sua compagnia teatrale.

Per Andrea, fu il trampolino di lancio per una carriera di cantante di tango di successo a livello nazionale. In quegli anni, un altro cantante di tango molto famoso ed apprezzato era Carlos Gardel, con quale Andrea Corsini entrò in una cordiale relazione di schietta amicizia e di stima reciproca. Oltre ad essere una figura elegante, Andrea Corsini era di una straordinaria gentilezza d’animo che manifestava nelle relazioni con gli altri. Queste sue qualità gli valsero il meritato appellativo “El Caballero Cantor” (Il Cantante Gentiluomo ndr). Andrea Corsini si spense nel 1967, all’età di 76 anni. Per tutta la sua vita cercò di conoscere chi fosse suo padre, ma senza alcun esito. Portò con se nella tomba l’angoscia che prova chi cerca suo padre e sua madre, che l’hanno abbandonato appena nato, e non li trova.

Visse per tutta la sua vita con la convinzione di essere nato a Troina, dove trascorse gli anni della sua infanzia. E questo basta per ritenerlo un troinese, perché è in quest’età della vita di un uomo che si forma il suo carattere.

Pur non essendo nato a Troina, è a tutti gli effetti un troinese e tale lo considerano i troinesi. Non fu un’infanzia felice, quella che visse a Troina, come non lo furono gli anni della sua prima giovinezza vissuti in Argentina da emigrato. Furono, quegli anni, anni tristi per Andrea Ignacio Corsini, cantante di tango, il ballo nazionale argentino definito “un pensiero triste che si balla”.