Lotta alla denutrizione dei bambini, acquistate 19 “pigotte” a Calascibetta

Sono chiamate le bambole “povere”, ma la loro semplicità ha uno scopo nobile: aiutare i bambini che in alcune parti del mondo rischiano di morire per denutrizione e per carenza di medicinali.

L’iniziativa a Calascibetta

Ieri è tornata in Piazza Umberto a Calascibetta I l’iniziativa “Adotta una Pigotta”, la bambola di pezza simbolo di solidarietà, che, da quasi quarant’anni, accompagna le campagne dell’Unicef a sostegno dei bambini vulnerabili. Così anche Calascibetta si è voluta spendere per una causa nobile: aiutare chi, in qualche modo, è in credito dalla vita. Ogni Pigotta adottata contribuisce infatti a sostenere l’organizzazione Unicef nel lavoro quotidiano, come portare alimenti di prima necessità, vaccini e altro ancora.

“Diciannove le Pigotte adottate nel comune xibetano- ci spiega Luciana Colajanni, referente comunale Unicef- Oltre alla presidente provinciale Unicef, Mimma Zinna, un grazie va rivolto a tutti i volontari, ragazzi e ragazze dei comuni di Enna e Calascibetta, alla Pro Loco e all’Amministrazione comunale di Calascibetta, ma anche al presidente del “Club Italia Fiat 500”, i quali hanno voluto dare un contributo al fine di aiutare dei bambini sfortunati”.

L’esercito di volontari

Sono diciotto i volontari che hanno lavorato per realizzare le Pigotte: Maria Fulco, Concetta Garofalo, Carmela Di Gangi, Nunzia Colina, Katia Ricca, Katiuscia Daniele, Genoveffa Lo Verde, Giovanna Zoccolo, Rosaria Vaccaro, Marianna Falzone, Filippa Amaradio, Graziella Daidone, Elena Baglio, Graziella Anfuso, Lucia Girelli, Marisa Dibilio, Katia Casano e Alessandra Leonora. Tre di loro, insieme a un’altra volontaria, Silvana Mirrione, si sono anche adoperate per curare il trucco e il maquillage delle bambole. Insomma, una raccolta fondi per cercare di riportare gioia e serenità a tanti bambini che hanno avuto la sfortuna di nascere in angoli del mondo devastati dalle guerre e dalla povertà.