Il Calendario fotografico 2026 di Alessio D’Alú: un viaggio visivo tra tradizione e memoria
Piazza Armerina - 29/12/2025
Non è un semplice strumento per scandire i giorni, ma un vero e proprio racconto per immagini il Calendario fotografico 2026 di Alessio D’Alú. Il progetto si presenta come un lavoro editoriale strutturato, in cui i dodici mesi dell’anno diventano capitoli di una narrazione visiva che attraversa la Sicilia e, in alcuni passaggi, l’intero Paese, mettendo in dialogo devozione popolare, identità culturale, memoria collettiva e paesaggio.
Gli scatti fino a marzo
L’apertura è affidata a gennaio, con l’immagine di Sant’Agata, patrona di Catania, fotografata nel contesto dell’Anno Agatino 2025. Uno scatto che assume un valore che va oltre l’estetica, trasformandosi in testimonianza storica di un momento particolarmente significativo per la comunità catanese. Febbraio è dedicato al Carnevale di Acireale, raccontato attraverso colori, movimento e costruzione scenica, mentre marzo conduce a Donnalucata, con il cavallo bardato della festa di San Giuseppe, simbolo di un rito popolare in cui tradizione e spiritualità si intrecciano.
Agosto con il palio dei Normanni
Con aprile lo sguardo si fa più raccolto: la Settimana Santa di Caltanissetta è restituita attraverso una vara che evoca silenzio e sacrificio. Maggio celebra San Cono, colto nel suo aspetto più autentico e partecipato. Il racconto prosegue a giugno con il passaggio delle Frecce Tricolori a Catania, dove il cielo diventa spazio narrativo e metafora di unità nazionale. Luglio riporta l’attenzione sulla storia millenaria con i Templi di Agrigento, mentre agosto è segnato dal Palio dei Normanni di Piazza Armerina, evento identitario per l’autore e per la comunità, narrato con equilibrio tra azione e contesto.
Settembre documenta la ricollocazione della Croce in Cattedrale, un momento di forte valore simbolico atteso da mesi, impreziosito dalla presenza dei Vigili del Fuoco, protagonisti silenziosi di un gesto al servizio della collettività. Ottobre è dedicato alla Basilica di San Francesco, la cui festa torna a essere celebrata pubblicamente proprio dal 2026, mentre novembre offre uno scorcio intimo di Piazza Armerina, dove architettura e silenzio diventano elementi centrali della narrazione. Il percorso si chiude a dicembre con Maria Santissima delle Vittorie e il Bambinello, immagine che sintetizza il filo conduttore dell’intero lavoro: la fotografia come custodia della memoria.
Lo stile
Dal punto di vista stilistico, il calendario di D’Alú si colloca tra fotografia documentaria e racconto identitario. L’autore evita la spettacolarizzazione, privilegiando un linguaggio sobrio fondato sull’equilibrio compositivo, sull’uso consapevole della luce naturale e sul rispetto dei contesti umani e architettonici. Ogni immagine è pensata come documento, ma anche come interpretazione capace di restituire la dimensione emotiva e simbolica dei luoghi e dei riti rappresentati.
Fotografo e operatore audiovisivo di Piazza Armerina, città che rappresenta una costante fonte d’ispirazione per il suo lavoro, Alessio D’Alú è stato fotografo ufficiale della visita di Papa Francesco nel 2018 e collabora con realtà ecclesiastiche, istituzionali e culturali, occupandosi anche di produzione video e dirette streaming. La sua ricerca è da sempre incentrata sulle tradizioni popolari, sulle feste religiose e sul patrimonio immateriale del territorio, affrontati con uno sguardo narrativo e rispettoso.
Realizzato in tiratura limitata e senza finalità di lucro, il Calendario Fotografico 2026 supera la sua funzione temporale per proporsi come oggetto editoriale e testimonianza culturale. Un progetto curato con attenzione, che conferma una visione chiara: la fotografia non come semplice immagine, ma come atto di responsabilità verso la memoria collettiva.