Mensa scolastica sospesa, le famiglie pensano di pagare di tasca propria in attesa dei rimborsi

“Si mena il can per l’aia”, avrebbe detto i vecchi contadini ma una soluzione immediata a portata di mano non c’è. Ci riferiamo alla sospensione della mensa scolastica per gli alunni dell’istituto comprensivo Mazzin di Valguarnera che sta animando da giorni il dibattito politico e monta nel frattempo il malumore delle famiglie.

L’incontro

Delle alternative sono allo studio, come emerso venerdì scorso, nel corso di una riunione urgente del Consiglio di istituto alla quale erano presenti la stessa sindaca, i componenti del Consiglio e la Preside.

Le soluzioni allo studio

La componente genitori ha fatto rilevare che sia per motivi di lavoro che per motivi economici tale situazione costituisce grande disagio. Tra le soluzioni prospettate durante la riunione e che dovranno essere vagliate nelle prossime ore, tramite un sondaggio da parte dei genitori ci sono: il pagamento della mensa a prezzo pieno da parte delle famiglie con successivo rimborso delle quote spettanti, non appena sarà approvato il documento contabile; pranzo ridotto ad una sola portata + frutta con costi ridotti ma sempre in via provvisoria a carico delle famiglie. La sindaca ha garantito il rimborso della parte eccedente, ad avvenuta approvazione dello strumento finanziario.

Lo scontro politico

Il caso della mensa è stata, come ormai noto, al centro di uno scontro politico. La sindaca Draià addebita le responsabilità ai consiglieri di opposizione che la sera del 30 dicembre non hanno consentito l’approvazione del piano di rientro, abbandonando l’Aula e facendo mancare il numero legale

Discorso inverso invece per il consigliere Bruno che addita alla sindaca il fatto di non aver provveduto all’avvio della mensa anche con una proroga tecnica, subito dopo l’approvazione del bilancio di previsione avvenuta la sera del 3 dicembre scorso.