Marino e Rapè: “La Sicilia non resti indietro, sì alla quota del 40% nelle giunte”
Enna-Cronaca - 18/01/2026
di Giacomo Lisacchi
Martedì e mercoledì prossimo l’Aula dell’Assemblea Regionale Siciliana sarà chiamata a esaminare il Disegno di legge sugli Enti Locali. Tra le norme più rilevanti vi è l’articolo 8, che prevede che nelle giunte comunali nessun genere possa essere rappresentato in misura inferiore al 40%.
Rapè e Marino
Le donne della Federazione provinciale di Enna, guidate dalla Segretaria provinciale Katya Rapè e dalla deputata nazionale Stefania Marino, si uniscono in quella che considerano una battaglia di civiltà, democrazia e giustizia sociale, auspicando l’approvazione di una norma che consentirebbe una maggiore e reale rappresentanza delle donne nelle amministrazioni comunali siciliane.
“Riteniamo che la Sicilia, al pari di tutte le altre Regioni d’Italia –affermano Marino e Rapè-, debba dotarsi di una norma chiara e vincolante che valorizzi concretamente la presenza di genere nelle Giunte comunali, fissando una soglia minima non inferiore al 40%. Non si tratta di una concessione, ma del riconoscimento di un diritto e di un principio di equità che rafforza la qualità della democrazia e delle istituzioni. In passato, tuttavia, l’approvazione di una norma analoga è stata ostacolata da un fronte trasversale che ha dimostrato un atteggiamento chiaramente misogino e maschilista, impedendo alla Sicilia di compiere un passo avanti sul terreno della parità e della rappresentanza.
Voto palese
Per queste ragioni, chiediamo con forza che il voto in Aula avvenga in forma palese, affinché ciascun deputato e ciascuna deputata si assuma pubblicamente la responsabilità della propria scelta, senza potersi nascondere dietro il voto segreto. La Sicilia ha oggi l’opportunità di colmare un ritardo ingiustificabile e di affermare, anche sul piano normativo, un principio fondamentale: senza una piena partecipazione delle donne, non può esserci una vera democrazia”.