Ciclone Harry, il disastro dimenticato, Greco: “Non abbiamo la fortuna di essere in Emilia Romagna”

Il silenzio che fa più rumore della tempesta
C’è una rabbia che monta, composta ma profonda, nelle parole del consigliere comunale del Pd Marco Greco. Una rabbia che nasce dal silenzio, quello che su scala nazionale ha accompagnato il passaggio del ciclone Harry in Sicilia. «Del disastro che abbiamo subìto nei giorni scorsi non parla nessuno – denuncia Greco –. Non fa notizia, non accende dibattiti, non genera mobilitazioni, non produce quella solidarietà che altrove scatta quasi automaticamente».
Eppure i numeri raccontano una realtà durissima: i danni complessivi in Sicilia sono stimati intorno a un miliardo di euro, tra infrastrutture, abitazioni, attività produttive, agricoltura e litorali devastati. Un impatto enorme, che avrebbe meritato attenzione nazionale immediata.

Un’isola ferita, un’emergenza ignorata

«Non si tratta solo di contare i danni – prosegue Greco – ma di interrogarsi sulle cause strutturali che rendono il nostro territorio fragile: dissesto idrogeologico, mancanza di manutenzione, opere mai completate. E invece nulla. Come se tutto questo non riguardasse il Paese».
Sul fronte istituzionale, il presidente della Regione Renato Schifani sarà lunedì a Roma per partecipare al Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di portare all’attenzione del governo nazionale la gravità della situazione e la necessità di interventi straordinari. Ma il clima che si respira resta quello di una Sicilia costretta, ancora una volta, a chiedere ascolto.


Enna e l’entroterra: frane, strade isolate e campagne in ginocchio


Anche l’entroterra ha pagato un prezzo altissimo. Nel territorio di Enna, il ciclone Harry ha provocato frane, allagamenti, smottamenti lungo la viabilità provinciale e comunale, con collegamenti interrotti e campagne duramente colpite. In diversi centri si sono registrati danni a edifici, reti idriche e strade già fragili, aggravando una condizione strutturale critica che da anni attende interventi risolutivi.


Lo sfogo che racconta un sentimento diffuso


A rendere plastico questo senso di isolamento è lo sfogo pubblicato ieri da ViviEnna: una donna originaria di Calascibetta, residente da anni a Milano, ha raccontato l’indifferenza percepita nel Nord Italia rispetto a quanto accaduto in Sicilia.. Parole che, secondo Greco, intercettano un sentimento condiviso da molti siciliani.

“Pure nei disastri bisogna nascere sopra Eboli”


Il consigliere Pd non usa giri di parole: «In questo Paese, pure nei disastri bisogna avere il privilegio geografico giusto. Nascere sopra Eboli. Al Sud, invece, il disastro sembra sempre colpa di qualcuno: della politica, dell’abusivismo, delle speculazioni. Come se fosse un peccato da espiare al prezzo dell’indifferenza».
«Non essere Emilia-Romagna o Lombardia – conclude Greco – diventa una colpa endemica, quasi ontologica. Anche di fronte a una tragedia. E questo è inaccettabile. Perché il cambiamento climatico non ha latitudine, e la dignità delle persone non dovrebbe averne».