Frenata Ars sul terzo mandato: stop per Greco, Bonelli e Draià, la sindaca di Agira non ci sta
Enna-Provincia - 29/01/2026
Il nuovo rinvio all’Assemblea Regionale Siciliana del disegno di legge sulla riforma degli Enti Locali segna, secondo la sindaca di Agira Maria Greco, «l’ennesima occasione persa per adeguare la Sicilia al resto d’Italia su temi fondamentali di democrazia, pari opportunità e diritti istituzionali».
Dal dibattito parlamentare della seduta del 28 gennaio, evidenzia Greco, è emersa la possibilità di recepire almeno alcune norme già pienamente vigenti a livello nazionale, a partire dalla rappresentanza di genere nelle giunte comunali e dalla possibilità del terzo mandato per i sindaci.
Una strada che la prima cittadina giudica «giusta, concreta e responsabile», perché consentirebbe di superare una disparità normativa che continua a penalizzare i Comuni siciliani.
L’appello ai deputati regionali
In qualità di sindaca al secondo mandato, Greco ritiene doveroso intervenire nel dibattito pubblico e rivolgere un appello diretto ai parlamentari regionali affinché si proceda rapidamente all’allineamento della normativa siciliana a quella statale. «Da sindaco di Agira sento il dovere di chiedere che si proceda senza indugio al recepimento delle norme nazionali, a partire da quelle sulla rappresentanza di genere nelle giunte comunali e sulla possibilità del terzo mandato per i sindaci», afferma.
Secondo la sindaca, il persistente divario normativo rischia di incidere sull’uniforme esercizio dei diritti politici fondamentali, sollevando anche profili di legittimità costituzionale in relazione agli articoli 3 e 51 della Costituzione, che tutelano l’uguaglianza e l’accesso alle cariche elettive.
Quote rosa: l’esempio del Comune di Agira
Sul tema della rappresentanza di genere, Greco richiama l’esperienza amministrativa del Comune di Agira come esempio concreto di equilibrio possibile e virtuoso. «Nel Comune di Agira la parità di genere non è uno slogan, ma una scelta concreta», sottolinea la sindaca, ricordando che la Giunta è composta per il 50 per cento da donne e che anche il Consiglio comunale esprime una leadership femminile, con una presidente e una vicepresidente. Un assetto che, secondo Greco, dimostra come l’equilibrio di genere «non solo sia possibile, ma contribuisca a rafforzare la qualità delle istituzioni e delle decisioni amministrative».
Terzo mandato: i Comuni interessati
La riforma del terzo mandato per i sindaci riguarda, secondo la normativa nazionale vigente (Testo unico degli Enti Locali, come modificato nel 2021), i Comuni fino a 15.000 abitanti, nei quali è consentita la ricandidatura per un terzo mandato consecutivo. In Sicilia, la mancata piena applicazione di questa norma comporta una disparità rispetto al resto del Paese e coinvolge centinaia di Comuni, in larga parte piccoli e medi centri, che costituiscono l’ossatura amministrativa dell’Isola.
I 3 Comuni ennesi interessati al terzo mandato
Tra i Comuni direttamente interessati vi sono Agira, Nicosia e Valguarnera, tutti al di sotto della soglia dei 15.000 abitanti e prossimi al rinnovo elettorale. In assenza della conversione in legge della riforma, gli attuali sindaci Maria Greco, Luigi Bonelli (Nicosia) e Francesca Draià (Valguarnera) non potranno ricandidarsi nei prossimi mesi.
Il ruolo dei sindaci nelle emergenze
Greco richiama anche i recenti eventi emergenziali, come il ciclone Harry, che hanno messo in evidenza il ruolo centrale dei sindaci nella gestione delle crisi. «Sono i sindaci a stare in prima linea, a farsi carico delle emergenze, a collaborare nella ricostruzione dei territori e a garantire che nessun cittadino venga lasciato indietro», osserva, sottolineando come il primo cittadino rappresenti «l’istituzione più vicina alle persone», chiamata ad assumere responsabilità enormi spesso con risorse limitate.
Per questo, l’approvazione della norma sul terzo mandato non può essere letta come un vantaggio personale: «Non è un privilegio – chiarisce Greco – ma un atto di rispetto verso la figura del sindaco e verso il lavoro quotidiano che svolge, soprattutto nelle fasi più difficili e drammatiche della vita di un territorio».
L’appello finale
La sindaca di Agira auspica infine che il mancato via libera alla riforma non sia condizionato da logiche elettorali o da calcoli di breve periodo.
«Le leggi devono essere costruite nell’interesse generale della Sicilia e dei siciliani, non sulla base di timori o convenienze personali», afferma.
«Adeguare la normativa regionale a quella nazionale non è una concessione, ma un atto di giustizia istituzionale e di rispetto verso le autonomie locali, gli amministratori e i cittadini, che devono poter scegliere liberamente, con il voto, da chi vogliono essere rappresentati».