Inchiesta sulla sanità, la Procura insiste su Cuffaro
Enna-Provincia - 02/02/2026
Il Tribunale del riesame di Palermo ha accolto solo due degli otto appelli presentati dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione nella sanità siciliana.
Lo scontro legale
Le misure cautelari disposte non saranno immediatamente esecutive, poiché gli indagati potranno ricorrere in Cassazione, sospendendone l’efficacia.I giudici hanno disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Ferdinando Aiello e l’interdizione dall’attività imprenditoriale per un anno nei confronti di Sergio Mazzola.
Respinti gli appelli
Respinti invece gli appelli relativi agli altri indagati, tra cui Alessandro Maria Caltagirone, dirigenti e funzionari coinvolti nella gara d’appalto oggetto dell’indagine.Le decisioni del riesame rimettono parzialmente al centro la cosiddetta “vicenda Siracusa”, legata a un appalto dell’Asp aretusea per servizi e forniture.
La tesi dei giudici
Secondo i giudici, non emergono responsabilità dei pubblici funzionari nell’aggiudicazione, mentre resta in discussione il presunto incremento del valore delle prestazioni affidate alla Dussmann Service e il ruolo di mediazione svolto attraverso la Euroservice di Mazzola. L’ipotesi contestata viene ricondotta al traffico di influenze illecite.Nella stessa cornice si inserisce la posizione di Totò Cuffaro, già agli arresti domiciliari: la Procura ha chiesto di riqualificare le accuse, riproponendo anche i reati di corruzione e associazione per delinquere.
La nota di Dussmann Service
In una nota, Dussmann Service ha respinto ogni coinvolgimento. “Dussmann Service intende chiarire – si legge nella nota – che la Società all’epoca dei fatti non aveva alcun rapporto professionale con Ferdinando Aiello e che le altre persone coinvolte nelle indagini non sono da tempo parte dell’organizzazione. Pertanto, ribadiamo ancora una volta la totale estraneità di Dussmann ai fatti oggetto dell’indagine della Procura di Palermo, della cui esistenza ha appreso dai giornali. Infine, dobbiamo nostro malgrado registrare che è in corso una campagna di diffamazione ai danni di Dussmann, attraverso ricostruzioni non basate sulla realtà”