No al Consorzio, Pd accusa Ferrari, Campanile e Colianni: “Al Comune costerà 500 mila euro”
Enna-Cronaca - 11/02/2026
Dante Ferrari consigliere comunale di FdI, Rosalinda Campanile, assessore al Bilancio ed il Mpa di Colianni, tutti quanti a sostegno dell’amministrazione Dipietro, responsabili dell’affondamento del Consorzio autodromo di Pergusa.
E’ la tesi del segretario cittadini del Pd di Enna, Giuseppe Seminara, commentando l’esito del voto del Consiglio comunale di ieri, chiamato ad esprimersi sulla delibera sulla revoca della liquidazione del Consorzio e sulle modifiche dello Statuto.
Il voto in aula ed i costi per il Comune
L’aula non ha raggiunto la maggioranza per riaccendere così i motori del circuito e nonostante la stessa delibera avesse già avuto il via libera dal Libero consorzio e dall’Aci non ci sarà più nulla per far sloggiare il commissario liquidatore dell’Ente, in sella dall’estate del 2024. Tutto questo “costerà mezzo milione di euro solo alle casse del Comune per mantenere gli organismi di governance del consorzio in liquidizione (tra commissaria e altri tre funzionari del Comune)” taglia corto Seminara.
“Si sono nascosti dietro le chiacchiere”
I dipietristi, nel motivare il loro no alla delibera, che portava la firma del Pd, hanno evidenziato la sua illegittimità per via di 3 pareri contrari da parte degli Uffici comunali e dei Revisori dei conti.
“Costoro – che, pur avendo – afferma Seminara – l’onere del governo, hanno smosso mari e monti per impedire qualsiasi evoluzione del problema e non governare la vicenda – si sono nascosti dietro una marea di carte, pareri e chiacchiere, pur di non trovare soluzioni percorribili alla vicenda e si sono sottratti d’innanzi alla scelta di adottare il nuovo statuto per l’ente che avrebbe consentito la revoca della liquidazione e di riprendere, con il nuovo scopo sociale, le attività del consorzio”.
“Le filippiche di Ferrari”
Nel suo affondo alle forze a sostegno di Dipietro, Seminara parla di “teatro dell’assurdo, condito da vittimismo e inadeguatezza al ruolo di governo della città: come due anni fa sembravano più preoccupati delle sorti dell’allora presidente Mario Sgrò (tanto da andare dritti e fieri verso la bocciatura in aula), oggi sembrano più interessanti a fare una sorta di processo delle chiacchiere (con un’ora di filipicche di Ferrari) che è perfettamente coerente con il nulla cosmico dì questi anni”.