Sanità ennese, l’ennesima beffa: niente fondi per la Radioterapia oncologica

La radioterapia oncologica all’Ospedale Umberto I di Enna resta, ancora una volta, una promessa non mantenuta. Non ci sono le risorse. Non ci sono atti concreti. E, soprattutto, non c’è traccia dei finanziamenti che nei mesi scorsi erano stati evocati per colmare una lacuna che pesa come un macigno sulla sanità ennese.

Interrogazione del Pd

È questo il cuore dell’interrogazione parlamentare presentata dalla deputazione regionale siciliana del Partito Democratico, che punta il dito contro la mancata assegnazione dei fondi per l’attivazione dell’Unità operativa di Radioterapia oncologica nell’unico presidio ospedaliero della provincia capace di offrire servizi complessi.Il nodo è tecnico, ma le conseguenze sono drammaticamente concrete. La nuova rete ospedaliera non prevede la radioterapia oncologica per l’Umberto I.

I disagi dei pazienti

Una scelta che obbliga i pazienti ennesi a spostarsi, per cicli di cura spesso quotidiani e prolungati, verso le strutture di Catania. Con costi economici, psicologici e logistici che ricadono interamente sulle famiglie.Eppure, l’Umberto I dispone già di una Unità operativa complessa di Oncologia, considerata un presidio di buon livello, che potrebbe essere ulteriormente potenziata proprio attraverso l’integrazione della radioterapia. Una disciplina fondamentale nella lotta contro i tumori, utilizzata sia con finalità curative sia palliative, capace di colpire le cellule neoplastiche limitando i danni a quelle sane.

Le rassicurazioni ma la cassa è vuota

Nei mesi scorsi, quando si era alzata la polemica per l’assenza della radioterapia nella nuova programmazione regionale, erano arrivate rassicurazioni politiche: le risorse, era stato detto, sarebbero state reperite attraverso i fondi ex articolo 20 della legge 11 marzo 1988, destinati all’edilizia sanitaria e all’ammodernamento tecnologico.Ma la deliberazione della Giunta regionale n. 63 del 10 febbraio 2026, con cui sono state programmate le risorse residue di quel capitolo, racconta un’altra storia: tra gli interventi finanziati non figura l’Ospedale Umberto I di Enna. Nessuna traccia dei fondi per la radioterapia.Da qui l’interrogazione dei deputati dem, che chiedono all’Assessorato regionale alla Salute per quali ragioni non siano state assegnate le risorse necessarie e se non si ritenga opportuno attivare con urgenza tutte le procedure per colmare questa lacuna.

La sanità ennese

La questione, però, va oltre il singolo reparto. Il territorio ennese dispone di appena quattro presidi ospedalieri e, per conformazione geografica e viabilità, l’Umberto I non è facilmente raggiungibile in tempi brevi da tutti i comuni della provincia. In questo contesto, l’assenza di un servizio essenziale come la radioterapia accentua un divario già evidente.È un sistema fragile, che costringe i pazienti a migrare per curarsi.

Il caso di Nora e la migrazione sanitaria

Una mobilità sanitaria che non è una scelta, ma una necessità.A ricordarlo, con la forza dei fatti, è la vicenda della piccola Nora, raccontata nei mesi scorsi da ViviEnna. Sei anni, un tumore, e un’infanzia trascorsa tra viaggi e reparti lontani centinaia di chilometri da casa. I genitori, da anni, sono costretti a rivolgersi a strutture del Nord Italia per garantirle le cure necessarie. Un’odissea fatta di treni, aerei, spese, assenze dal lavoro, separazioni forzate.La storia di Nora non è un simbolo costruito a tavolino: è il riflesso di un sistema che non riesce a garantire sul territorio prestazioni fondamentali. E che continua a promettere soluzioni che, nei documenti ufficiali, non trovano copertura.La radioterapia oncologica a Enna, oggi, non è solo una questione amministrativa. È il termometro di una sanità provinciale che fatica a reggere il confronto con i bisogni reali dei cittadini.