Libero Consorzio Pro Pal, ipotesi di gemellaggio con Ramallah
Enna-Provincia - 20/02/2026
ll Libero Consorzio Comunale di Enna, guidato da Piero Capizzi, apre alla prospettiva di un gemellaggio con Ramallah, città simbolo della Cisgiordania palestinese. È questo il dato politico più rilevante emerso dall’incontro istituzionale con Faris Said, rappresentante dell’organizzazione palestinese Ta’awon for Conflict Resolution, ospite a Enna su iniziativa dell’associazione Luciano Lama.
L’incontro, definito “empatico” nella nota ufficiale dell’ente, ha posto le basi per un rapporto di collaborazione che punta oltre la formalità istituzionale. Al centro, la proposta di avviare un gemellaggio tra la provincia ennese e Ramallah, con l’obiettivo dichiarato di promuovere dialogo e pace attraverso scambi e cooperazione internazionale.
Il progetto: giovani, Erasmus+ e contrasto all’odio digitale
Il confronto si inserisce in una più ampia proposta progettuale nell’ambito del programma Erasmus+, che coinvolge Enna, Ramallah e la regione marocchina di Béni Mellal-Khénifra. L’iniziativa mira a contrastare la disinformazione, l’hate speech e la polarizzazione narrativa, promuovendo una cultura della responsabilità digitale e del dialogo interculturale tra giovani dell’area euro-mediterranea.
La visita della delegazione palestinese è stata finanziata dal programma di mobilità ALFinMOTION della Fondazione Anna Lindh e punta a consolidare il partenariato attraverso accordi bilaterali e attività di co-progettazione su cittadinanza attiva e sviluppo locale.
Il presidente Capizzi, nel corso dell’incontro, ha chiarito che il Libero Consorzio non è nelle condizioni di offrire un sostegno economico diretto, ma ha assicurato appoggio istituzionale per la creazione di una rete di relazioni e scambi capace di rafforzare solidarietà e cooperazione. Ha inoltre accolto con convinzione la proposta di gemellaggio con Ramallah, ribadendo che pace e dialogo devono essere sempre perseguiti.
La Cisgiordania oggi: tensione strutturale e conflitto irrisolto
La prospettiva di un gemellaggio con Ramallah richiama inevitabilmente il quadro complesso della Cisgiordania. Il territorio, occupato da Israele dal 1967 dopo la Guerra dei Sei Giorni, è oggi suddiviso in aree a diverso controllo amministrativo e di sicurezza, secondo gli Accordi di Oslo degli anni Novanta. Ramallah è sede dell’Autorità Nazionale Palestinese ed è considerata il centro politico-amministrativo palestinese in Cisgiordania.
Negli ultimi anni, come documentato da numerose organizzazioni internazionali e testate internazionali, la Cisgiordania è stata teatro di un aumento delle tensioni tra esercito israeliano, coloni israeliani e popolazione palestinese. L’espansione degli insediamenti israeliani – ritenuti illegali dal diritto internazionale secondo le Nazioni Unite, ma considerati legittimi dal governo israeliano – continua a rappresentare uno dei nodi centrali del conflitto. Parallelamente, si registrano frequenti operazioni militari israeliane, scontri armati e attacchi contro civili da entrambe le parti.
Dopo l’escalation seguita agli eventi del 7 ottobre 2023 e alla guerra nella Striscia di Gaza, la situazione in Cisgiordania si è ulteriormente deteriorata, con un incremento delle vittime, arresti di massa e restrizioni alla libertà di movimento dei palestinesi. Le tensioni non si limitano dunque a Gaza, ma coinvolgono anche la Cisgiordania, dove il rischio di una destabilizzazione più ampia resta elevato.
È in questo contesto che l’organizzazione palestinese Ta’awon for Conflict Resolution promuove iniziative di cooperazione internazionale, ritenute uno strumento per migliorare la qualità della vita e mantenere viva la prospettiva di una pace giusta e rispettosa dei popoli.
La posizione del Libero Consorzio
Dal comunicato emerge con chiarezza l’orientamento politico-istituzionale dell’ente ennese: sostegno morale e istituzionale a iniziative di cooperazione con realtà palestinesi, promozione di reti internazionali e apertura a un gemellaggio con Ramallah.
Il Libero Consorzio, pur precisando di non poter intervenire economicamente, si impegna a favorire relazioni e scambi che possano rigenerare solidarietà e cooperazione. La scelta di sostenere un percorso di dialogo con una città della Cisgiordania rappresenta, di fatto, un segnale politico di attenzione verso la causa palestinese, inserito in una cornice di promozione della pace e della cittadinanza attiva nel Mediterraneo.