Acqua, il Prefetto convoca il Comitato: oggi il vertice sull’emergenza

Un segnale istituzionale, atteso da settimane. Il nuovo prefetto di Enna ha accolto la richiesta di incontro avanzata dal Comitato Senz’AcquaEnna, disponendo la convocazione per oggi alle 16. Una decisione arrivata con sollecitudine, che segna il primo banco di prova concreto sul terreno più scivoloso: l’emergenza idrica che da mesi affligge il capoluogo e l’intera provincia.

L’attenzione del prefetto

L’accoglimento dell’istanza viene letto dal Comitato come «un importante segnale di attenzione verso le istanze provenienti dal territorio». Parole che tradiscono la tensione accumulata in mesi di proteste, denunce, assemblee pubbliche. Perché mentre le bollette restano tra le più alte dell’Isola, i rubinetti continuano a restare a secco a intermittenza. E in alcuni casi, più che a intermittenza.

Disagi a Valguarnera

A Valguarnera, per esempio, ci sono ancora zone prive di acqua da almeno tre giorni. Qui la sospensione dell’erogazione, annunciata per lavori di manutenzione all’acquedotto Ancipa Basso, avrebbe dovuto essere superata. Ma mentre in altri comuni ennesi l’acqua è tornata, in alcune aree del paese no. Una fotografia che rende plastica la distanza tra comunicazioni ufficiali e realtà quotidiana.

Il Comitato, che si prepara all’incontro in Prefettura, parla apertamente di una situazione «incresciosa e non più sostenibile sotto il profilo sociale e civile». Una formula istituzionale che contiene, in realtà, un atto d’accusa politico preciso. Perché, sottolineano i promotori, ancora una volta «il Comitato si sta assumendo un ruolo che dovrebbe appartenere a chi, per mandato e responsabilità istituzionale, avrebbe il dovere di rappresentare e tutelare i cittadini nelle sedi competenti».

Tradotto: la protesta supplisce alla politica.

Tariffe alte e servizio intermittente

I punti che saranno portati al tavolo del Prefetto sono chiari: tariffe elevate, continue interruzioni del servizio, mancanza di programmazione, comunicazioni tardive o contraddittorie. Un combinato disposto che ha esasperato famiglie e imprese.

La class action

Non è un caso che Senz’AcquaEnna si sia fatto promotore di una class action contro il gestore idrico, iniziativa annunciata nelle scorse settimane e strutturata su più direttrici: la richiesta di risarcimento per i disservizi subiti; la contestazione delle tariffe ritenute sproporzionate rispetto alla qualità e continuità del servizio; la verifica della legittimità di alcune voci in bolletta; l’accertamento di eventuali responsabilità contrattuali per l’interruzione ripetuta di un servizio pubblico essenziale.

Un passaggio che ha segnato il salto di qualità della mobilitazione: dalle piazze alle aule di giustizia.

Le parole del nuovo prefetto

Nel giorno del suo insediamento, il nuovo rappresentante del Governo non aveva nascosto la gravità del quadro siciliano, parlando di disagi idrici che attraversano l’intera regione e producono «pesanti riverberi» su territori fragili come quello ennese. Un riconoscimento pubblico che oggi trova una prima traduzione operativa nella convocazione del Comitato.

L’incontro delle 16 sarà dunque più di un semplice confronto formale. Sarà il momento in cui le istanze di una comunità – stanca di pagare caro un servizio intermittente – verranno portate direttamente al tavolo dello Stato.

Il Comitato annuncia che rappresenterà «con puntualità le criticità riscontrate e le richieste avanzate dalla comunità» e ribadisce di voler operare «con spirito costruttivo, nel rispetto delle istituzioni e nell’esclusivo interesse della collettività».

Ma fuori dai palazzi, il tempo della pazienza sembra essersi esaurito. Tra bollette salate e rubinetti a secco, l’acqua è diventata il termometro della fiducia nelle istituzioni. E oggi, in Prefettura, quella fiducia si gioca una partita decisiva.