Medici che mancano, attese infinite: l’Asp corre ai ripari con 14 nuove assunzioni

Quattordici nuovi professionisti tra medici e tecnici entreranno nelle prossime settimane nell’organico dell’Azienda sanitaria provinciale di Enna. È il risultato dell’ultima tornata di reclutamenti annunciata dall’ASP ennese, che prova a rafforzare i servizi sanitari in un territorio da anni alle prese con la carenza di personale. Un intervento che si inserisce in una strategia più ampia messa in campo dalla direzione guidata dal direttore generale Mario Zappia, insieme al direttore amministrativo Maria Sigona e al direttore sanitario Ennio Ciotta.

I nodi della sanità: la carenza di medici

«La sfida della carenza di personale medico e sanitario è una delle più complesse che le aziende sanitarie italiane si trovano ad affrontare in questa fase storica». È con questa premessa netta che l’Azienda sanitaria provinciale di Enna fotografa la situazione del sistema sanitario locale e annuncia una nuova offensiva sul fronte del reclutamento. Una presa d’atto che non nasconde la gravità del problema ma che, allo stesso tempo, rivendica l’impegno della direzione strategica nel cercare soluzioni concrete.

La carenza di personale sanitario non è infatti un’emergenza isolata né recente. In Sicilia il fenomeno assume dimensioni strutturali e da anni viene segnalato da istituzioni e organismi di controllo. Secondo dati citati in sede istituzionale, nell’Isola mancherebbe oltre il 30% dei medici necessari e più di 4.200 infermieri, un deficit che incide direttamente sulla capacità del sistema sanitario regionale di garantire servizi continui e tempi di risposta adeguati.

La centrale unica del 118

Le difficoltà emergono con particolare evidenza nei servizi più esposti alla pressione assistenziale. Nel sistema di emergenza-urgenza, ad esempio, le province di Enna, Caltanissetta e Agrigento condividono la stessa centrale operativa del 118 e i numeri restituiscono una realtà fragile: su trenta medici previsti per Enna ne mancherebbero ventuno, con ripercussioni evidenti sull’organizzazione del servizio.

Spazio ai liberi professionisti

È in questo contesto che l’ASP ennese prova a rafforzare gli organici utilizzando ogni canale disponibile. Il piano illustrato nella nota aziendale combina strumenti diversi: incarichi libero-professionali per rispondere alle emergenze immediate, assunzioni a tempo indeterminato tramite concorso e scorrimento delle graduatorie già esistenti.

Attraverso gli incarichi libero-professionali sono stati conferiti cinque nuovi incarichi: un dirigente biologo, un ginecologo, un medico di emergenza-urgenza, uno specialista in chirurgia generale e un internista. Si tratta di professionalità che operano in reparti strategici e che possono essere attivate rapidamente proprio per tamponare le criticità operative.

I concorsi

Parallelamente l’azienda sanitaria ha proseguito con le procedure concorsuali ordinarie, considerate dalla direzione lo strumento principale per stabilizzare il personale. In questo quadro rientra l’immissione in ruolo a tempo indeterminato di un dirigente medico di medicina nucleare, risultato primo nella relativa graduatoria concorsuale.

Un ulteriore canale utilizzato è quello della collaborazione tra aziende sanitarie: grazie alla condivisione della graduatoria di un’altra Asp siciliana è stato possibile assumere un dirigente veterinario senza dover attendere i tempi di un nuovo concorso.

Le graduatorie

Ma la leva più immediata resta lo scorrimento delle graduatorie già esistenti. Nel settore della radiodiagnostica, oltre ai tre vincitori già assunti e in servizio, sono stati immessi in ruolo altri due dirigenti medici. Lo stesso meccanismo ha consentito l’assunzione di due tecnici di radiologia in più rispetto agli idonei inizialmente previsti.

Le liste d’attesa

Il nodo della carenza di medici si intreccia però con un altro problema cronico della sanità ennese e siciliana: le liste d’attesa. Le segnalazioni dei cittadini e le analisi civiche indicano tempi spesso incompatibili con i bisogni di cura. Il Rapporto civico sulla salute evidenzia come, in Sicilia, le attese per visite ed esami rappresentino una delle principali criticità del sistema sanitario, aggravata proprio dalla carenza di personale e da una gestione delle agende spesso poco trasparente.

È un tema che anche la stampa locale ha più volte documentato. Secondo quanto riportato da Vivienna, molti cittadini della provincia di Enna sono costretti a confrontarsi con appuntamenti rinviati di mesi o con agende chiuse, una situazione che finisce per alimentare il ricorso alla sanità privata o la mobilità verso altre province.

La mobilità sanitaria

E proprio la mobilità sanitaria è uno degli indicatori più evidenti delle difficoltà del sistema regionale. La Sicilia registra infatti un saldo negativo di circa 242 milioni di euro per le cure ricevute dai propri cittadini in altre regioni italiane, segno di un flusso costante di pazienti che scelgono di curarsi altrove per ottenere prestazioni più rapide o strutture percepite come più efficienti.

Nel quadro complessivo della sanità siciliana si sommano dunque diversi fattori: carenza di personale, tempi lunghi per visite e diagnosi e una crescente mobilità sanitaria che finisce per drenare risorse dal sistema regionale.

È dentro questa cornice che l’ASP di Enna tenta di reagire con una strategia pragmatica: concorsi, incarichi temporanei, scorrimenti di graduatoria e collaborazione tra aziende. Una linea che la direzione definisce senza ambiguità: nessuna opportunità va sprecata per rafforzare gli organici e garantire ai cittadini un servizio sanitario più stabile e accessibile.