Il caso Boccone, D’Angelo: “Trasferire i nonni nell’asilo nido”, Draià: “Struttura non pronta”

Il futuro degli ospiti della casa di riposo Boccone del Povero accende il dibattito politico e sociale a Valguarnera Caropepe. Al centro della questione c’è la necessità di ristrutturare una parte dell’attuale sede e l’ipotesi, sempre più concreta, di un trasferimento temporaneo degli anziani del reparto uomini – una decina in tutto – presso una struttura del comune di Calascibetta.

Una prospettiva che ha sollevato un’ondata di indignazione tra le famiglie e che ha spinto la consigliera comunale Filippa D’Angelo a presentare, attraverso una mozione, una proposta alternativa: utilizzare i locali del nuovo asilo nido comunale come soluzione temporanea.

“Una questione di dignità”

Trattenere nel proprio paese natìo questi anziani rappresenta per la consigliera «una questione di dignità». Perché il trasferimento fuori territorio non viene visto come una semplice variazione logistica, ma come una ferita al tessuto sociale del paese. Per molti ospiti, infatti, la visita quotidiana di un figlio o di un nipote rappresenta spesso l’unico legame vitale con il mondo esterno.

«Trasferire queste persone fragili – sottolinea la consigliera – significa rendere impossibili quei momenti di vicinanza che danno dignità agli ultimi anni della loro vita».

Il rischio isolamento per gli anziani

La preoccupazione è che lo spostamento a Calascibetta possa isolare gli anziani, privandoli delle proprie abitudini e del sostegno affettivo necessario. Secondo D’Angelo, quello che nasce come un intervento tecnico legato ai lavori di ristrutturazione rischia di trasformarsi in un trauma umano. «Lo spostamento – sostiene – potrebbe allontanare gli anziani dalle loro famiglie e dal contesto sociale in cui hanno sempre vissuto».

La proposta: usare il nuovo asilo nido

Da qui la proposta della consigliera di utilizzare il nuovo asilo nido comunale, edificio di recente realizzazione e ancora non utilizzato, come sede temporanea del Boccone del Povero. L’idea punta, seppur a titolo provvisorio, alla valorizzazione del patrimonio pubblico locale.

Secondo la consigliera, l’edificio dell’asilo dovrebbe essere individuato dall’amministrazione comunale come lo spazio idoneo per ospitare gli anziani in comodato d’uso gratuito per il tempo strettamente necessario alla realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

Cosa ha detto la sindaca sull’uso dell’asilo nido

Per quanto riguarda l’eventuale e temporaneo spostamento degli anziani nei locali del nuovo asilo nido, la sindaca ha precisato che l’edificio è stato completato dal punto di vista edilizio. Tuttavia, restano ancora da completare diversi passaggi amministrativi necessari per poter utilizzare la struttura. «Sono ancora in corso le procedure di accatastamento, la definizione della destinazione urbanistica e altri adempimenti amministrativi indispensabili per poter procedere correttamente al suo utilizzo», ha spiegato. Draià ha inoltre ricordato che poche settimane fa un consigliere comunale aveva annunciato l’intenzione di presentare un esposto al Ministero proprio in merito all’eventuale utilizzo dell’asilo nido.

L’obiettivo: lasciare i “nonni” a Valguarnera

L’obiettivo delineato dalla mozione è chiaro: mantenere i nonni di Valguarnera all’interno del proprio comune, garantendo la continuità degli affetti e semplificando la vita delle famiglie. In caso contrario, i parenti si troverebbero costretti ad affrontare spostamenti complessi verso un altro centro abitato per far visita ai propri cari.

La mozione e le richieste all’amministrazione

La mozione presentata impegna formalmente il sindaco e la giunta ad agire con urgenza su tre fronti:

Verifica tecnica: valutare l’idoneità dell’asilo nido per una concessione temporanea.
Interlocuzioni istituzionali: avviare subito un dialogo con i responsabili del Boccone del Povero e con gli enti competenti.
Trasparenza: riferire tempestivamente in Consiglio comunale e alla cittadinanza sugli sviluppi della vicenda.

“Valguarnera non può restare indifferente”

Per la consigliera «Valguarnera non può restare indifferente». Il messaggio rivolto all’amministrazione è un richiamo alla responsabilità morale: un’amministrazione attenta dovrebbe esplorare ogni possibile soluzione per evitare l’allontanamento dei cittadini più fragili.

«Gli anziani di oggi – conclude D’Angelo – sono coloro che hanno costruito la nostra storia. Chiediamo che il punto venga inserito nel prossimo Consiglio comunale utile». La comunità valguarnerese attende ora risposte chiare: la sfida è tra la fredda burocrazia dei trasferimenti e una scelta che metta al centro il rispetto per la terza età.