Boom dei cantieri nell’Ennese: +32% di occupati Cgil: puntare su infrastrutture come Panoramica
Enna-Cronaca - 10/03/2026
Il settore delle costruzioni nella provincia di Enna cresce a ritmi più sostenuti rispetto al resto della Sicilia. Lo evidenziano i dati del primo trimestre dell’anno Cassa edile 2025-2026 (periodo ottobre-dicembre), diffusi dalla Fillea Cgil di Enna nel confronto con lo stesso trimestre del 2024.
Secondo l’elaborazione del sindacato, l’attività nei cantieri registra un aumento significativo: le ore lavorate passano da 652.813 a 892.715, con un incremento del 36,75%. Cresce anche l’occupazione: i lavoratori iscritti salgono da 1.779 a 2.350 (+32,12%). In parallelo aumenta la massa salariale, che passa da 7,75 milioni a quasi 11 milioni di euro, segnando un balzo del 41,65%.
L’unico indicatore sostanzialmente stabile riguarda il numero delle imprese attive, che rimane quasi invariato: da 409 a 410 aziende. Un dato che, secondo la Fillea Cgil, suggerisce una trasformazione del settore più che una semplice espansione numerica delle imprese. La crescita della produzione e dell’occupazione si concentrerebbe infatti in aziende più strutturate e organizzate.
Un comparto che pesa fino al 10% dell’economia locale
Nel sistema economico ennese l’edilizia rappresenta uno dei settori strategici. Le stime sul valore aggiunto provinciale indicano che le costruzioni incidono tra l’8% e il 10% del PIL della provincia di Enna, una quota leggermente superiore alla media siciliana, che si colloca tra il 7% e l’8%.
In valori assoluti, secondo elaborazioni su dati Unioncamere-Centro Studi Tagliacarne, il valore aggiunto del comparto costruzioni nella provincia si aggira attorno a circa 140 milioni di euro, con oltre 59 milioni di valore aggiunto prodotto dalle società di capitali del settore.
Il peso dell’edilizia risulta particolarmente rilevante in un territorio con una base industriale limitata, dove gli investimenti pubblici e infrastrutturali rappresentano uno dei principali motori economici.
Il ruolo delle grandi opere e del PNRR
La crescita degli ultimi anni è stata sostenuta soprattutto dai cantieri infrastrutturali e dalle opere finanziate con fondi pubblici, compresi quelli legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Secondo la Fillea Cgil di Enna, proprio questa dinamica impone però una riflessione sulle prospettive future del comparto. Con l’esaurimento del ciclo di investimenti legato al PNRR, previsto tra il 2026 e il 2027, il rischio è una frenata dell’attività edilizia se non verranno programmati nuovi interventi pubblici.
Le priorità infrastrutturali per il territorio
Per consolidare la crescita del settore e trasformarla in occupazione stabile, il sindacato individua alcune priorità infrastrutturali per la provincia.
Tra queste figurano: un piano straordinario di messa in sicurezza della viabilità attorno al capoluogo e lungo le principali arterie provinciali; un programma strutturale di manutenzione della rete stradale, fondamentale in un territorio interno dove la mobilità incide direttamente sull’accesso al lavoro e ai servizi; un piano di efficientamento energetico degli edifici pubblici e delle abitazioni, a partire dalle case popolari e dalle scuole; interventi strutturali contro il dissesto idrogeologico, fenomeno diffuso nell’area interna dell’isola.
A queste si aggiungono alcune infrastrutture attese da anni, come il completamento della cosiddetta Panoramica e il collegamento tra la nuova stazione ferroviaria di Enna e quella esistente, considerato essenziale per integrare il nodo ferroviario con il sistema urbano.
Il nodo della programmazione
Per la Fillea Cgil i dati positivi del settore non devono essere interpretati come un punto di arrivo ma come un segnale da cui partire. La crescita attuale, sostengono dal sindacato, deve essere accompagnata da una programmazione infrastrutturale di lungo periodo capace di trasformare i cantieri temporanei in sviluppo stabile, rafforzando al tempo stesso sicurezza nei luoghi di lavoro, qualità dell’occupazione e legalità negli appalti.
In un territorio che conta poco più di 150 mila abitanti e continua a perdere popolazione, la sfida – sottolinea il sindacato – è utilizzare gli investimenti infrastrutturali come leva per contrastare isolamento territoriale e spopolamento.