Il campo s(largo) di Enna: Crisafulli gioca da solo e c’è una pazza idea: vincere al primo turno
Enna-Cronaca - 10/03/2026
Arriva da un post su Facebook, laconico quanto un avviso di sfratto, la notizia che scombina il tavolo del centrosinistra ennese. Il Movimento 5 Stelle di Enna prende le distanze dagli accordi con il Pd che nelle ultime ore erano rimbalzati da uno smartphone all’altro della città: “Si invitano tutti gli iscritti e i simpatizzanti a non dare credito a presunti accordi elettorali presi dal Movimento 5 Stelle Enna dei quali non è stato fatto nessun comunicato ufficiale”
Una mossa che suona come una doccia fredda ma che, a guardarla bene, non sorprende chi segue le acque basse della politica locale. Il campo largo — quella formula che a livello nazionale il Pd di Schlein insegue come un Graal — ad Enna non è mai esistito davvero. E adesso, con questo congelamento a cinque stelle, rischia di restare solo un’etichetta su una bottiglia vuota.
Un’alleanza che si sgretola puntata dopo puntata
La sceneggiatura si era già complicata giorni prima. Alleanza Verdi e Sinistra e Sinistra Italiana avevano annunciato, senza troppi giri di parole, che non avrebbero sostenuto la candidatura del senatore Mirello Crisafulli. Una presa di distanza netta, che trasforma il centrosinistra ennese in qualcosa di simile a una coalizione solo sulla carta — un’intestazione senza un testo sotto.
Il punto è che la debolezza non è solo politica, è elettorale. Avs, SI e M5S, almeno nelle ultime tornate locali, non hanno lasciato tracce significative sul territorio ennese. Il campo largo, insomma, è inesistente non solo per ragioni ideologiche ma anche per freddi calcoli aritmetici: anche se queste forze si fossero unite, il contributo in voti sarebbe stato marginale. Crisafulli lo sa. E probabilmente ci ha ragionato su più di una sera.
Crisafulli a fari spenti: la strategia del polo d’attrazione
Il senatore dem, nel frattempo, lavora in silenzio. Nessuna conferenza stampa ad effetto, nessuna mossa plateale. Crisafulli costruisce il suo consenso mattone dopo mattone, spingendosi in territori che storicamente non appartengono al suo perimetro politico. È una strategia da giocatore di scacchi: invece di difendere le caselle già sue, prova ad avanzare su quelle dell’avversario.
L’obiettivo è attrarre il mondo civico — quelle liste e quei movimenti che non si riconoscono nelle sigle di partito — e, se possibile, intercettare pezzi di Moderati scontenti
In questo schema rientra anche la posizione di Controcorrente di La Vardera, che ha preso a cuore la vicenda portata avanti dal Comitato senza acqua Enna. Un tema identitario per la città, capace di mobilitare trasversalmente. La Vardera non si è ancora espresso ufficialmente, ma il countdown è iniziato: la sua scelta, qualunque essa sia, potrebbe diventare un elemento di peso nell’;equazione finale.
Il centrodestra e le sue crepe che sono la forza di Mirello
Dallìaltra parte del campo, la situazione non è più rassicurante. Il centrodestra ennese si presenta alle elezioni di primavera come un edificio in costruzione: le fondamenta ci sono, ma il tetto non si vede ancora. La coalizione non ha trovato un nome condiviso per la candidatura a sindaco, forse tra venerdì e sabato, Francesco Colianni, proporrà un nome ma non è detto che tutti salgano sul carro
Ed è proprio in quelle crepe che Crisafulli punta a inserirsi. Non attaccando frontalmente, ma offrendo un’alternativa credibile a chi nel centrodestra si sente rappresentato male, o non si sente rappresentato affatto. La politica degli interstizi: non sfondare il muro, ma passare dove il muro è già lesionato.
Il fattore università: una leadership costruita nel tempo
C’è un elemento che differenzia Crisafulli dagli altri attori in campo: il radicamento. Negli ultimi anni il senatore ha investito molto sulla crescita dell’università ennese — con un’attenzione particolare al polo accademico di formazione rumena, che ha trasformato Enna in un punto di riferimento per una comunità studentesca internazionale significativa. Un lavoro silenzioso ma capillare, che ha generato capitale relazionale difficile da replicare.
Questa leadership — costruita fuori dai riflettori del palazzo, dentro le aule e i corridoi dell’ateneo — è la vera infrastruttura della sua candidatura.
Il piano: vincere al primo turno, se l’altra parte non si trova
L’obiettivo dichiarato — o almeno quello che circola sottovoce tra i suoi — è ambizioso: chiudere la partita al primo turno. Uno scenario che sembrerebbe temerario, se non fosse per il quadro che lo circonda. Un centrodestra che non riesce a trovare un nome autorevole, una coalizione di centrosinistra che si sgretola ancor prima di nascere, e un candidato che usa il vuoto come spazio di manovra. L’unico freno, allo stato, è quello di Paolo Gargaglione, il presidente del Consiglio, amico della forzista Lantieri che lo sostiene senza urlarlo, in rampa di lancio per il dopo Dipietro e poi c’è Filippo Fiammetta, l’underdog.
Crisafulli non ha un campo largo. Ha se stesso e la sua storia. E in una stagione politica dominata dall’incertezza, chi ha una direzione chiara — anche se cammina da solo — parte con un vantaggio che i numeri, da soli, non spiegano fino in fondo. La primavera è ancora lontana. Ma i tempi della politica, ad Enna, si sono già accelerati.