Cinema & Riflessione, secondo appuntamento al teatro Neglia

Secondo appuntamento con il cineforum dal titolo “Cinema & Riflessione”, promossa dal Comune di Enna al Teatro Francesco Paolo Neglia, giovedì 12 marzo alle ore 18, con la proiezione del docufilm “Dry Sicily” per la regia di Nunzio Gringeri e Mauro Mondello.

“La grave crisi idrica vissuta nel 2024 – spiega l’Assessore agli eventi Mirko Milano – con i terribili risvolti nei nostri territori, sarà il punto di partenza per un confronto che vedrà protagonisti di altissimo livello del mondo politico e di quello ambientalista”.

Il dibattito, infatti, moderato dalla giornalista Mariangela Vananti vedrà gli interventi, oltre che del padrone di casa, ovvero il Sindaco di Enna, Maurizio Dipietro, dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, l’ennese Francesco Colianni, degli esponenti del mondo ambientalista, Giuseppe Amato, responsabile risorse idriche di Legambiente Sicilia, con Ennio Bonfanti, rappresentante WWF Sicilia centrale e di Sandro Salamone, direttore di Coldiretti. Assieme a loro i due registi del docufilm, Nunzio Gringeri e Mauro Mondello.

“Dry Sicily – si legge nelle note di regia – nasce da un’urgenza. Quella di raccontare una crisi che in Sicilia è evidente a occhio nudo, ma che troppo spesso resta fuori fuoco nel dibattito pubblico. Abbiamo attraversato l’isola da ovest a est, visitando alcuni tra i principali bacini idrici. In ogni tappa abbiamo incontrato volti, raccolto storie, osservato paesaggi che si stavano trasformando.

L’approccio del film è stato sin dall’inizio quello dell’ascolto. Non volevamo costruire un documentario didascalico o a tesi, ma lasciare spazio alla realtà. Abbiamo scelto di muoverci tra gli estremi di una narrazione civile e uno sguardo contemplativo. Le immagini servono a dare corpo a ciò che le parole non sempre riescono a dire: la distanza tra una diga piena e una diga vuota, la linea fangosa che resta quando l’acqua se ne va, il tempo che passa tra una stagione e l’altra senza pioggia.

Ci hanno ispirato due modi diversi ma profondamente affini di fare cinema: quello che entra nelle pieghe della realtà attraverso l’osservazione; e poi quello che dà voce a chi spesso resta ai margini, intrecciando testimonianza e sguardo politico. Dry Sicily si muove tra questi due modelli, cercando una propria forma, radicata nel presente ma aperta alla complessità.

Quello che raccontiamo non è solo un problema climatico. È anche una questione di infrastrutture, di memoria, di scelte politiche mancate, di abbandono. È una storia che riguarda la Sicilia, certo, ma che parla a tutto il Mediterraneo. E, forse, a molto più lontano di così”.